Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA
anno
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1975
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pagina
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197
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Giacomo di Castelnuovo
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dcr la vìa dell'esilio, spostandosi Ira l'Egitto e la Tunisia, dove prosperavano due colonie di ebrei livornesi. '* In particolare, risiedeva al Cairo un A. Castel-nuovo, quasi certamente suo parente, di cui al Museo centrale del Risorgimento in Roma si conserva la corrispondenza con Nicola Fabrizia e in Alessandria operava il banchiere Isacco Saul Sonnino, padre di Sidney.3*
Attivo nella professione, compì innovatori intervento chirurgici e ricerche su malattie diffuse nell'Africa settentrionale, in seguito alle quali pubblicò, nel 1850, a Torino, i Pensieri sull'elefantiasi scrotale.
Nel 1851 divenne medico di fiducia, poi protomedico, del bey di Tunisi Ahmed (quindi, fino al 1858, del successore Mohammed), cui suggerì provvedimenti per il miglioramento delle carenti condizioni igieniche.4) In Tunisia egli studiò inoltre e mise in valore le qualità terapeutiche dei fanghi di Hammamel 5> e in Egitto, dopo il 1858, divenne medico del viceré.6)
Partecipando all'organizzazione politica degli esuli, si segnalò in uianife-
con rui parlò di lui, nel 1852, il giornale repubblicano Italia e popolo: v. uvanti alla successiva nota 5.
Sull'esilio per motiva politici, v. la Gazzetta di Venezia del 3 gennaio 1871, p. 2.
1) LEONE CARPI, Delle colonie e dell'emigrazione d'italiani all'estero, vpL H, Mi* Jano, 1874, p. 94; M A ne n EH ITA SARFATTI, Tunisiaca, Milano-Roma, 1924, pp. 2-3; CORRADO MASI, Il granducato torenese e i livornesi in Tunisia, in Bollettino storico livornese, 1937, n. 3, pp. 227-256 e n. 4, pp. 381-403; ATTILIO MILANO, Storia degli ebrei italiani nel Levante, Firenze, 1949; SISA LOPEZ, Livorno ebraica al tempo dei granduchi, in Rassegna mensile di Israel, XXXVI, n. 7-8-9, luglio-settembre 1970, voi. speciale in memoria di Attilio Milano, pp. 233-243.
2) Busta 521,4, 1-2. Si tratta di due lettere, del 12 luglio e del 30 novembre 1855, da cui emerge un certo allontanamento da precedenti posizioni democratiche in senso moderato e filopiemontese. Dal confronto coi nomi di due figli eli Giacomo, secondogeniti dì primo e secondo letto, tenendo conio della tendenza alle ripetizioni onomastiche, suppongo che questo A. Castelnuovo corrispondente di Nicola Fa li ri zi si chiamasse Achille o Arturo e sia stato uno zio paterno di Giacomo.
31 SIDNEY SONNINO, Diario, 1866-1912, a cura di BENJAMIN F. BROWN, voi. I, Bari, 1972, p. 4.
4) JEAN GANIACE, Les origines du protectorat francais en Tunisie (1861-1881), Paris, 1959, p. 160. Sui provvedimenti per il miglioramento delle condizioni igieniche sì veda l'opera sci enti fica del Castelnuovo sulla Tunisia, di etri tratterò più in là.
Presso il bey Ahmed svolse anche una prima missione diplomatica per conto di uno Stato italiano, presumibilmente del Regno sardo, come si apprende dalla pratica del figlio Ugo per il riconoscimento del titolo nobiliare, inoltrata nel 1924 alla Consulta araldica, giacente nell'Archivio centrale dello Stato, fase. cit.
5) ERSILIO MICHEL, Esuli italiani in Tunisia (1815-1861), Milano, 1941, p. 290. Uno epeci aie elogio per le cure prodigate al bey ed in genere per l'attività medico-ficàentóifica svolta in Tunisia fu rivolto al Castelnuovo dal giornale mazziniano Italia e popolo di Genova il 19 dicembre 1852 (a. fi, n. 346): ,.? sia permesso di osservare ... - - scriveva il corrispondente da Tunisi dopo una maini da del sovrano - - ...che il famoso medico parigino annunciato nei tanti giornali francesi... non è mai arrivato e che la salvezza di S4, il bey è dovuta solo, all'abilità e alle affettuose cure dei suoi valenti medici e più specialmente del chiarissimo cavaliere dottor Castelnuovo che fu il primo a prestargli assistenza od al quale, oltre l'immenso vantaggio da esso rendalo all'umanità cotte sue strepitose operazioni di ostia-sarcoma, elefantiasi, cateratte, semi' castrazioni e quattordici operazioni di pietra coi due processi di cistostomìa e lite* tripsia, tutte con brillante successo, siamo oggi debitori delle scoperte del fanghi ter-mali in questa capitale .
6Ì JEAN GANIAGE, op. cit-, p. 160.