Rassegna storica del Risorgimento

PILO ROSALINO LETTERE
anno <1975>   pagina <202>
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Bruno Di Porto
animali per i nostri giardini zoologici, '' quali significativi gesti di cortesia del Bey Mohammed es Saddok (regnante dal 1859 al 1882), per il quale in altri mo­menti compì pure missioni a Vienna e a Bruxelles. 2>
Il re Vittorio Emanuele, che apprezzava le sue doti di medico e personal' mente seguiva i negoziati di Tunisi, dopo averne valutato le varie benemerenze col conte Luigi Cibrario,3) conferì al Castelnuovo, il 9 gennaio 1868, il titolo baronale.*
La questione dei crediti assunse frattanto maggiori proporzioni, presen­tando crescenti difficoltà per l'intervento delle altre potenze maggiormente inte­ressate, cioè l'Inghilterra e la Francia, e dei gruppi finanziari che vi si inserirono.
In particolare, sotto la pressione del gruppo Pinard-Erlanger, la Francia pre­sentò e fece approvare dal bey, nella primavera del 1868, un progetto che fu rifiu­tato dall'Inghilterra e dall'Italia.5)
Il bey, per l'opposizione anglo-italiana, desistette dalla ratifica e la Fran­cia giunse a rompere le relazioni con Tunisi, chiedendo ed ottenendo quale base di prestigio per la ripresa delle trattative, la disponibilità di massima da parte tunisina alla ratifica dell'accordo, che sarebbe poi stato modificato attraverso negoziati con le altre due potenze.6>
Si entrò, così, nel giugno 1868, in una nuova fase della questione, in cui ad una seconda offensiva del Pinard, Sostenuto dal ministro degli esteri francese de Moustier,7) fece riscontro un piano di riordinamento avanzato dal Castel-nuovo, che portava sulla scena il gruppo inglese Hope-Blackmore, associato con la casa francese di Londra Devaux.s)
-) Ne dà notizia un (promemoria, in data 30 dicembre 1867, del senatore Luigi Cibrario, conservato all'Archivio entrale dello Simo, fase, cit., nel contesto dei meriti del Castelnuovo valutati col re, che con motuproprio gli concesse il titolo di barone.
*9 LORENZO DEL PIANO, op, cit p. 127.
3) II promemoria del Cibrario citato alla nota 1 informa ampiamente sul col­loquio eoi sovrano da cui scaturii la decisione reale. Sui confi densa aiM rapporti del Cibrario col re, v. GIUSEPPE MASSARI, Vita di Vittorio Emaniteli} li. Sesto San Gio­vanni, 1935, p. 398.
4) La documentazione relativa alla concessione del titolo nobiliare, con l'aggiunta al cognome della particella di, è all'Archivio centrale dello Stato, ex consulta araldica, fase, cit.: v., in particolare, la comunicazione all'interessato dal ministero dell'interno, segretariato generale, divisione I, sez. IL n. 95, in data Firenze 11 gennaio 1868. Per le notizie araldiche sul Castelnuovo e i discendenti, v. Libro d'oro della nobiltà italiana, a cura della Regia consulta araldica, voi. XIX, pp. 84-85; A. G. M. SCORZA, Enciclopedia araldica italiana, voi. VIII, Genova, s.d., p. 60; VITTORIO SPRETI E COLLABORATORI, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, appendice, parte I, Bologna, 1928*1935, p. 549.
Prima del titolo baronale, 1 Castelnuovo era stato insignito della commenda del­l'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro ed era stato nominato ufficiale della Corona dItalia : per queste ed altre sue onorificenze, una delle quali tuiùeina, vM oltre ài oàL necrologio del Vessillo israelitico, una nota dell'educatore israelita per la sua elezione a deputato (a. XIX, 1871, p. 54).
5) JEAN GANWCE, op. cit., pp. 337-342. 6> Ibidem, pp. 344-346.
7) Ibidem, pp, 348-352.
*) Ibidem, p. 352. Il progetto -fu Minutamente spiegato dal Castelnuovo al presi­dente del consiglio Menabrea in una lettera del 19 settembre 1868 ( registrata col n. 39) e in un ampio Memorandum sulle condizioni finanziarie della reggenza di Tunisi-, in data 20 aprile 1869, registrato coi numeri 17, 994, entrambi conservati nelTarcbivio del ministero degli esteri, taso, cit. Cfr. anche LORENZO DEL PIANO, op. cit., p. 46.