Rassegna storica del Risorgimento

PILO ROSALINO LETTERE
anno <1975>   pagina <204>
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Bruno Di Porto
solo ira quelli europei, voleva avere (ed ebbe) il suo rappresentante. Non ri­guardarono più la posizione del Castelnnovo, che, circondata di diffidenze, si fece dinVile-: lo stesso console italiano Luigi Pinna, consenziente all'inizio coi suoi passi, contribuì molto a metterlo in cattiva luce.2) E così, sebbene l'impegno per il recupero dei crediti fosse uno dei molivi che gli valsero il titolo baronale, egli non riuscì ad ottenere da Firenze, ih questa fase, un'investitura ufficiale o semiufficiale per rilanciare efficacemente 1 suo progetto, ebe avrebbe in realtà ostacolato l'intesa con la Francia.3'
Il mancato sostegno governativo e più ancora le voci malevole sul ano inte­resse personale nelle trattative*' causarono giorni di amarezza al Castelnuo-
') Sei- ondo il progetto francese, che fu poi attivato, la commissione finanziaria à articolava in un comitato di controllo, con eguale rappresentanza italiana, francese ed inglese, e in un comitato esecutivo, di eoi, accanto ai rappresentanti tunisini, avrebbe fatto parte un ispettore delle finanze francesi. Scrive il GANIACE in proposito: Le principe {Tégolité était respeeté par Végale représentation des Puissances dans le Comité eie Contròie. Mais la présente d'un fonctìonnaire francate dans le Comi té Exécuti) assurtiti la prééminence de la Franco un sein de ce tritimvirut... Que le poti-vemement imperiai détachàt à Tunis un Inspecteur habiie et énergique, cet inspecleur ne tarderait pas à devenir, en raison de sa compétence, le véritable ministre des Fi' nanees tunisien lOp. cit., pp. 368-369).
2) L'iniziale consenso del Pinna ai paesi del Castelnnovo è dimostrato dal tele­gramma del 29 marzo 1867 al Visconti Venosta, cit. alla nota 1, p. 381, ma a quel tempo gramnia del 29 marzo 1867 al Visconti Venosta, cit. alla nota 0, p. 000, ma a quel tempo non aveva ancora preso forma iJ aio progetto finanziario, che il console avversò deci­samente insieme col viceconsole G. B. Machiavelli: si vedano i loro dispacci al Me* uabrea in data 24 agosto 1868, 12 ottobre 1868, 31 maggio e 1 giugno 1869 {Archivio esteri, fase. cit.). H Castelnnovo, a sua volta, dopo che il console il 31 maggio 1869 ebbe sconfessato apertamente presso il bey l'intera sua attività sulla questione dei de­biti tunisina, ebbe verso di lui un'espressione di sdegno nella lettiera al Menabrea del 1 giugno, che raccomandò come misura efficace di dargli meno occasione a declamare.
In modo più grave si espresse sul conto del console, nudici anni dopo, Manfredo Cam peri o : Questa bella colonia ebbe la disgrazia di avere per lunghi anni il con­sole Pinna, die con la sua proverbiale inersia tolse ogni iniziativa agli amministrati. Fu durante il suo consolato che noi perdemmo ogni influenza presso il governo del bey* tv. GIUSEPPE DE LUIGI, // Mediterraneo nella politica europea, Napoli, s.d., p. 144). Si, deve però riconoscere che -il Pinna non fu così inerte e che nel 1871 si fece valere - - come vedremo - - col governo tunisino, fino alla rottura delle relazioni.
3) Lo ammetteva implicitamente lo stesso Castelnnovo nella lettera al Menabrea del 1" giugno 1869 (Acch.; esterii fase, cit.): ... ['rendendo a parte il bey e il suo primo ministro, spiegai lóro l'impossibilità del momento in cui trovasi l'E.l . a sostenere uffi­cialmente il mio progetto e la necessità per I.E. a mostrarvi estranea per conservare certe apparenze di politica convenienza, a causa forse di gualche impegno avviato cotta Frància in questi ultimi tempi .
4) In una lettera di alcuni commercianti italiani a Tunisi, indirizzata al Menabrea lo stesso 1" gin gno 1869, M legge : // barone Custelnuavo, addetto alla Casa del Re, ed al tempo istesso, sotto nome di suo figlio, agente di Tunisi presso il Regio Governo, personaggio del quale non abbiamo mai sospettato le intenzioni, sembra abbia di nuovo posto In campo un progetto finanziario antecedentemente promosso, e, se dob-buatta prestar fedo, olle informazioni che attìngemmo a sorgenti non sospette, van-tahdo una missione del Governo di SM. si varrebbe di argomenti dai quali siamo certi si sarebbe, astenuta sa avesse valutato quale esiziale influenza possano esercitare. Agisse purè, conte tutti migliamo credere, con fini disinteressati, è certo però che se, nel men­tre si attribuisce un carattere speciale, avesse espresso al Barda gli apprezzamenti in altro luogo espressi, contribuirebbe grandemente a nutrire, nell'animo del bey e del