Rassegna storica del Risorgimento

PILO ROSALINO LETTERE
anno <1975>   pagina <205>
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Giacomo di Castelnuovo
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vo, ') che ricevette 0 premurosi) conforto del Cibrario,1)
Raggiunto intanto l'accordo tra le tre potenze, il 16 dicembre 1869 fu inse­diata la commissione finanziaria,3' in cui ebbe una parte notevole, quale presi­dente del comitato amministrativo, il quarantenne generale Khereddin, di ori­gine circassa.4 '
Suo primo ministro, pensieri e lusinghe capaci di neutralizzare fazione netta ed espli­cita guidata dalVE.V. ed esercitata qui col più grande interesse dal Rappresentante di SM. (Arch. Esteri, fase. cài.). Il Castelnuovo nella rft, lettera dello Etesso giorno ai Menabrea si mostrava consapevole della divergenza coi commercianti, persuasi da Pinna dell'intangibilità delle conversioni, in eoo egli invece, dota la condizione delle finanze tunisine, non credeva.
Il figlio del Castelnuovo agente di Tunisi presso il governo italiano era RafTaelIo, aneli'egli medico.
t) Sempre nella lettera del 1 giugno 1869 cesi si doleva col precidente del con­tiguo: Pratica e pazienza soltanto poterono avere la virtù di mantenermi tranquillo a fronte di così spudorato trattamento .
2) Ecco il testo di una lettera del Cabrano, in data 31 gennaio -(ranno, non indi­cato, deve essere il 1869), mostratami dal giovane discendente del destinatario, Daniele dì Castelnuovo: tMio carissimo barone! Per non aver nemici bisogna: 1" non aver nessun valore, 2 non far nulla. Dunque debbe avere ed avrà sempre nemici. ** Non ti curar di loro ma guarda e passa ", e proceda arditamente ad usare a prò' della patria i larghi mezzi di cui Le fu benigno il cielo. Oltre dei nemici lui anche degli amici. Il mondo sa quello che ha operato a Tunisi, evitasse dire che abbia ritratto lucro dal trat­tato. La commissione di cui Le ho parlato riguarda l'assestamento finanziario. Stia per­tanto di buon animo, io son sempre pronto a renderLe giustizia piena presso gli alti e gli altissimi, sia per debito di coscienza che per l'affetto che Le professo. Mi riverisco alla Sua gentile signora, Le presenterà distinti saluti della mia famiglia, e mi dico di cuore, Suo amico sempre, Cibrario .
È del resto logico pensare che tutte le persone partecipanti a quelle trattative, concernenti questioni economiche e finanziarie che direttamente toccavano i privati, ove non fossero funzionari dei {aspettivi governi o diplomatici di professione, fossero mosse da qualche interesse, e così il Castelnuovo, non meno dei suoi avversari, poteva averne uno suo, in fondo legìttimo : come mediatore nella questione dei debiti, come ideatore di un'iniziativa di colonizzazione agricola nel caso del trattato di commercio, sulle cui basi giuridiche impiantò appunto un'attività in Tunisia. L'interpretazione invidiosa e malevola di taluni, forse vicini all'ambiente consolare, fece poi parlare in termini erudi, come suole accadere in certe polemiche, di lucro. Assai più tangibile fu l'interesse ed il successo economico dei banchieri Pimard ed Erlanger, che riusci­rono ad inserire due loro agenti come rappresentanti francesi nel comitato di controllo della commissione finanziaria.
3) Articolala, come si e detto, in due comitati, la commissione elaborò anzitutto una convenzione per il regolamento dei debita tunisini, che fa firmata il 15 marzo 1870. Il debito complessivo fu ridotto da 350 a 125 milioni: v. ARTURO CODICNOLA, // problema di Tunisi nella vita italiana di ieri e di oggi, in Rassegna storica del Risor­gimento, 1934, pp. 307-321, e LORENZO DEL PIANO, op. cit., pp. 4748.
*) Nato verso il 1830, Khereddin fu portato schiavo fanriullo a Tunisi, dove di­venne favorito del bey Ahmed. Compi gli studi in Francia con Hussein (di cui si par­lerà oltre) e sposò una figlia del primo ministiro idi Mustafà Khasnadar, imparentan­dosi anche con l'amico ohe ne sposò un'ultra. Esercitò importanti cariche, ottenne dal bey nel 1861 l'avvio ad una grama vita costituzionale; promosse nel 1864 un'agitazione antieuropea. Recatosi a Costantinopoli alla fine di quell'anno, Khereddin rinsaldò i vincoli con la Turchia, appoggiato in queea politica dall'Inghilterra. La reazione della Francia portò poi od un mutamento di direzione ne) governo di Tunisi, ma egli potè, come genero del Klwsnadar, evitare l'esilio o peggiori condanne e nel 1870 Comò ad