Rassegna storica del Risorgimento

PILO ROSALINO LETTERE
anno <1975>   pagina <206>
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Bruno Di Porto
Insieme col cognato generale Hussein, egli era il leader della corrente indi* pendenthtta e riformista tunisina (i Giovani tunisini), ohe, per controbilanciare le crescenti penetrazioni europee, tendeva a rinsaldare gii antichi legami di dir. pendenza, più formali ormai che sostanziali, dall'impero ottomano, orientata In questo senso anche dall'Inghilterra, la quale vedeva nel vincolo ai- Tunisi con la Turchia un antidoto alla colonizzazione francese ed italiana.
Generi entrambi del primo ministro sidi Mustafà Khasnader,l) Khereddin e Hussein ne disapprovavano la politica, accusandola di corruzione e di acquie­scenza alle potenze occidentali, tanto che, compromessi per i disordini avvenuta nel 1864, i erano ritirati nell'ombra e Bussi-in era stato pure in esilio.
Presumibilmente in correlazione col loro ritorno in posizioni influenti, da cui si preparavano a scalzare il potere del Khaanadar,2) sì verificarono nel paese episodi di xenofobia, specialmente antiitaliani, da non esagerare ma neppure minimizzare, che portarono alla rottura delle relazioni diplomatiche tra l'Italia e la Tunisia, nel periodo dal 13 gennaio al 25 marzo 1871.
Ebbene, l'episodio più grave, in questa crisi dei rapporti italo-tunisini, ri­guardò la grande tenuta della Gedeida, pilastro di una società fondata, come tra breve vedremo, per iniziativa del Castelnuovo, sulla base delle nuove possibilità giuridiche offerte dal trattato del '68 alle attività economiche italiane in Tunisìa. L'azienda sorgeva presso Tuburba, nella vallata del fiume Medjerda, su un'esten­sione di tremila ettari, data in affitto al Castelnuovo, nel gennaio 1869, pro­prio dal primo ministro Mustafà.3)
L'originario contratto prevedeva la ripartizione a metà dei prodotti, con l'accordo che il Castelnuovo vi avrebbe sostenuto le spese d'impianto e di eser­cizio, le quali si dimostrarono presto così ingenti da superare le sue personali possibilità: fu allora, appunto, nel giugno 1870, che egli promosse- la costitu­zione in Firenze della Società anonima commerciale, industriale ed agricola per
una rilevante posizione di potere. Divenne quindi primo ministro nel periodo dal 1873 al 1877, quando cadde per definitivo disaccordo col. bey. Si recò allora a Costantino­poli, -dove, per i suoi precedenti filo hurdu, fa bene -accolto dal saltano Abdul Hainid H, che lo nominò gran Vizàr (1877-78). Morì nel 1890. V- di dispaccio del Pinna al mini­stro degli esteri Visconti Venosta del 14 febbraio 1871 (poi. n. 205), conservato nel­l'archivio del min. degli esteri (fase, cit.), JEAN GANIACE, op. eh., pp. 81, 371-374, 433-483, e SERGIO ANGELINI, art. cit.
J) Sidi Mnstafà era un greco, nato a Cirio nel 1817, ed il suo nome originario era Giorgio Kalkias Stravelakis. Da fa noi allo, fa condotto schiavo a Costantinopoli, dopo un massacro di greca insorti, ed educato nella religione islamica. Venduto e portato a Tonisi, divenne favorito del bey Abmed, di origine anch'egli greca, il quale gli diede in moglie la propria sorella e lo elevò alle funzioni di tesoriere (khasnador), con cui egli diresse il governo tunisino, mantenendosi al potere per un lunghissimo periodo, dai 1837 al 1873. La sua vicenda, come quella di Khereddin, non era eccezionale: fu quella tipica dei mamelucchi, che da schiavi diventavano soldati, favoriti, governanti. V. JEAN GANIACE, op. dt pp. 28 e 69.
2) Sulla caduta del Khasnadar, v. JEAN GANIAOE, op. eie, ipp. 426436.
3) Per la tenuta della Gedeida, v. LEONE CARPI, op. cit., voi. II, ipp. 146-153 ; JEAN GANIACE, op. ci/,, pp. 403-404; LORENZO DEL PEANO, op. ed., l'intero cap. Ili (pp. 105-136); SERGIO ANGELINI, art. cit.
L'entità geo-economica dell'azienda è descritta, con il piano dei lavori, nel rap­porto al Visconti Venosta del consiglio di amministrazione della Società per Ut Tu­nisia , in data 26 febbraio 1871, pubblicato in Documenti diplomatici italiani (indicati da ora in poi con la sigla DJ).l. serie II, voi. I, Roma, 1960, p. 218.
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