Rassegna storica del Risorgimento
PILO ROSALINO LETTERE
anno
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1975
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pagina
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207
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Giacomo di Castelnuovo
la Tunisia-.*i dotata di un capitale internazionale* ma prevalentemente italiano, di 500.000 lire, in azioni ed obbligazioni, presieduta dal barone Nicola Nisco, pa> triotu, nomo politico e storico meridionale. ')
Veniva quindi modificato, nel mese successivo, il contratto col Khasnadar, il quale, divenendo egli stesso azionista della <t Società, le affittava la tenuta per ventinove anni, dietro canone annuo fissato in misura crescente di 9.000 lire per i primi dieci anni* di 15.000 per i successivi dieci di 21.000 per gli ultimi nove mini.
Alla direzione dell'azienda venne chiamato ini figlio del Castelnuovo, Guglielmo, ingegnere e volontario garibaldino del 1866.2) Vi fu messo in atto un intenso programma di zootecnia, canalizzazioni e coltivazioni, ad olivo, vigneto, tabacco ed allevamento del baco da seta, con manodopera qualificata fatta venire dall'Italia e generica (specialmente pastori) reclutata sul luogo. Ma la competenza giurisdizionale sui lavoratori indigeni, che erano la maggioranza, costituì presto il pomo della discordia tra l'amministrazione della Gedeida, che, per consuetudine nel regime delle capitolazioni, pretendeva di avervi parte, e le autorità tunisine, che, rivendicandola intera, procedettero, nel novembre 1870, a maltrattamenti ed arresti di pastori, rei di uno sconfinamento durante i pascoli.?) ,
Ebbe gran parte nella vicenda il risentimento del colonnello Taib, governatore della zona, domiciliato nella stessa azienda, cui Guglielmo, senza molto realismo, aveva tolto il ben retribuito incarico di sorvegliante della manodopera, da intendersi praticamente come appannaggio e premio per il mantenimento dell'ordine. *)
La vertenza si aggravò per la mancata restituzione della vasta casa in cui il colonnello appunto alloggiava e per la parziale rioccupazione da parte del direttore, che vi fece inventariare i beni da due notai arabi. Vi irruppe infatti la polizia tunisina, che arrestò i notai e parecchi dipendenti, trasformando il locale in una prigione.5)
Intervenne, a questo punto, il consolato italiano, che chiese soddisfazione al governo del bey per i Castelnuovo e per altri Italiani venuti in contrasto con le autorità tunisine.6)
1) Per l'entità finanziaria e la distribuzione delie azioni della società, v. LORENZO DEL PIAMO, La penetrazione italiana in Tunisia (1861-1881), Padova, 1964, p. 106.
IL vicepresidente era Giacomo Rattazzi, fratello di Urbano. L'agente generale in Tonisi era Achille, figlio del Castelnuovo.
2) Per la .partecipazione di Guglielmo alla terza guerra d'indipendenza, v. più in li il testo del diario. Come ingegnere, avrebbe, secondo le memorie familiari, costruito le scuderie del palazzo Pitti m Firenze e la ferrovìa Alessandria-Cairo in Egitto.
Al Museo centrale del Risorgimento in Roma (busta 865,45) vi sono documenti riguardanti la sua separazione consensuale dalla moglie Margherita Garsm.
Il Gaaiage, contrario, come vedremo, ai Castelnuovo, lo definisce mediocre agri' Goheur... de caractkre violani (op. di., ip. 405).
3) Sugli incidenti della Gedeida, v. DDJ., voi. I, pp. 563-565.
4} Giò risulta, in particolare, dal rapporto del consiglio di amministrazione della Società in data 24 gennaio 1871 (Archivio esteri, fase. cit.). H GAMACB (op. cit.t p. 405) dice che Guglielmo entrò in confluito col colonnello, individuo buveur et paiU lord, senza specificar meglio la causa.
5j I fatti sono descritti in vari rapporti e lettore di Guglielmo di Castelnuovo e del console Pinna conservati nell'Archivio del ministero degli esteri (fase, cit.) ed in parte pubblicati in D.D.i.
fi) Vi furono, per esempio, un affare Muinetto, dal nome dell'italiano che vi era
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