Rassegna storica del Risorgimento

CONNUBIO; RADICE EVASIO
anno <1975>   pagina <210>
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Bruno Di Porto
spacci del l'i una. che attendeva bellicose istruzioni, rispondevo di far presente al bey che i rapporti con l'Italia rischiavano di diventare meno amichevoli op­pure tesseva ovvi elogi della colonizzazione italiana in Tunisia, con l'evidente intento di rendere generico il discorso e di smorzare la fiammata. ') Allora il Pinna, confortalo dall'unanime reazione della colonia italiana,3) arrivò di prò* pria iniziativa, il 13 gennaio 1871, alla rottura delle relazioni, dandone a fatto avvenuto comunicazione al ministro, che rispose con un velalo rimprovero, leg­gibile tra le righe.3)
Quando poi, il 7 febbraio, vi fu L'interpellanza parlamentare di Mauro Mac­chi (già relatore alla Camera per l'approvazione del trattato italo-tunisino), il Visconti Venosta rispose che, pur constandogli la gravità dei fatti avvenuti ed approvando l'operato consolare, non poteva fornire particolari perché non aveva ricevuto rapporti completi ma solamente telegrammi.4' In realtà i rapporti, ben allegati ai dispacci consolari, abbondavano e lo stesso Castelnuovo, che coi figli li scriveva, avrebbe potuto smentire il ministro in piena Camera, dove era ap­pena entrato come deputato del collegio veneto di Vittorio.5) Forse, apparte­nendo alla maggioranza di destra, non ritenne opportuno uno scontro col go­verno, nel quale frattanto aveva ottennio l'appoggio del segretario generale agii esteri Isacco A noni alla linea dura del console e della Società .6*
Dal canto suo, il bey, dopo la rottura delle relazioni, cercò la mediazione del console inglese Wood, poco gradita al Pinna, che preferì affidare la rappre­sentanza provvisoria degli interessi italiani al ministro austriaco Hertzfeld.'' Allora il sovrano tunisino, scavalcando il consolato italiano, con disappunto an­che del Castelnuovo,8) inviò in missione a Firenze il generale Hussein,9' col quale il Visconti Venosta il 5 marzo firmò un accordo con tenente due protocolli aggiuntivi al trattato del 1868.10' Il primo protocollo riconosceva la sovranità tunisina sui dipendenti indigeni delle ditte italiane, dietro impegno del bey a non farne turbare i lavori. Il secondo protocollo stabiliva la restituzione della casa della Gedeida al Castelnuovo, nominato esplicitamente, la destituzione del colonnello Taib, l'inchiesta per l'eventuale punizione dei gendarmi colpevoli e
) V, per es., D.D.I., voi. I, pp. 599 sgg.
2) Vari documenti e petizioni in proposito sono conservali nell'archivio del mi­nistero degli esteri, fase. cit. Vi è, per esempio, una decisa lettera della Società di mu­tuo soccorso fra gli operai italiani di Tunisi.
3) DJDJ., voi. II, pp. 48 e 62.
*) Resoconto parlamentare della Gazzetta d'Italia sul numero dell'8 febbraio 1871.
5) Per i dati e le circostanze precise dell'elezione, v. la Gazzetta di Venezia, nu­meri del 3, 12, 14, 18. 20 gennaio 1871.
6) La posizione delTArtom emerge dai DJ).L, voi. II, pp. 19 e 42.
7) Dispacci del Pinna al Visconti Venosta del 17 gennaio 1871 (politica n. 197) e del 2 febbraio 1871, Archivio esteri. Case. est.
8) Si veda il cit. promemoria Riflessioni sulla vertenza tunisina.
') Il generale Hussein, di origine circassa, ra stato condotto schiavo a Tunisi da ragazzo, come Mustafà, di cui fu genero, e come Khereddin, col quale compì gli studi; dopo la rivolta e la reazione del 1864, andò in esilio, tornando in Tunisia nel 1870, dopo U ritorno in posizione influente di potere del suo amico politico, che Io fece nominare mustesciar ossia segretario generale al ministero dell'interno: v. dispaccio del Pinna al Visconti Venosta del 14 febbraio 1871 (poi. n. 205), Archivio min. eeteri, fase -il. Numerose altre notizie dà di lui il GANIAIJE (op. cit p. 83).
10) Il te*to dei protocolli è in />./'./., voi. II, pp. 237 sgg.