Rassegna storica del Risorgimento
CORRENTI CESARE; ISTRUZIONE ITALIA 1870-1877
anno
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1975
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pagina
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213
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Giacomo di CuM*mov 393
del governo italiano, invocando contro lo Stato barbaresco tutte le nonne più atte a garantirvi l'opera degli europei.
Se egli influì, con la sua esperta regìa, come dice il Del Piano, ') eolia reazione italiana del 1870-71, è perché si trovò minacciato nel lavoro in cai credeva, negli investimenti realizzati, e perfino nella sicurezza fisica del figlio Guglielmo, al centro della vertenza. H suo piano di affari si calava d'altronde, senza residui, nel disegno patriottico di una crescente influenza italiana nel Mediterraneo.
Non vi è dubbio, in proposito, che egli abbia conteso con la Francia per la supremazia italiana nella reggenza, come molti Francesi contesero con l'Italia, e che tutti insieme, Francesi, Italiani ed altri, mescolassero l'opera d'incivilimento con lo sfruttamento della Tunisia, la quale presentava larghi vuoti di efficienza e di serietà civile, destinati ad attrarre il colonialismo europeo.
Ebbene nell'epoca del colonialismo (oggi felicemente superata), la partita finale fu vinta dalla Francia, la quale aveva una consistenza interna ed internazionale maggiore dell'Italia, da poco unita ed ancora fragile nel suo organismo, come constava ai suoi governanti. Infatti la raccolta politica estera della destra, che trova una diffusa stima nell'attuale storiografia italiana,2) nel reagire, come pur fece, ai fatti di Tunisi, tendeva al mantenimento dèlio statu quo nella reg-
1) LORENZO DEL PIAMO, op. ciu, p. 105.
2) La stima per Ja politica raccolta (detta anche del piede di casa), apprezzata rome pacato realismo di una classe dirigente che sapeva valuterà le possibilità del paese, s'inquadra nel clima etico-politico della democrazia italiana, sorta dalle rovine del fascismo e delia sua prestigiosa politica di -potenza, e nell'attuale processo di sfaldamento delle posizioni egemoniche europee.
Così lo CHABOD ha ricuperato ad una positiva valutazione delle qualità dsplo-maliche del Visconti Venosta anche quell'accidia lamentata a suo tempo dagli avversari, che egli, sorridente, ha visto tradursi in un'apprezzabile tattica del calmo negoziatore (Op. du, voi. II, p. 659). V. pure al riguardo CARLO MORAKDI, La politica estera delFltalia da Porta Pia all'età giolittiana, Firenze, 1968, p. 115, e ALBERTO M. GHIISAL-BERTI, L'Italia dal 1870 al 1915 (Fatti e figure), Torino, 1958, pp. 121-122,
Esemplare per questo tipo di giudizio storico sulla raccolta politica estera della destra mi sembra l'elogio rivolto da GIOVANNI SPADOLINI, nell'omonimo libro (Firenze, 1967, p. 15), a Firenze capitale: Questo omaggio a Firenze capitale vuole essere in primo luogo un omaggio alle virtù che sole fanno grandi i regimi liberi, alle virtù ** gjolittiame " per eccellenza, la pazienza e la misura. Contro i tagli netti, contro le precipitazioni e le insofferenze, contro tutto ciò che sia giacobinismo ed estremismo ed in genere intemperanza. L'intemperanza che nasce infallibilmente da scarso senso storico e quindi da scarso senso della libertà. Perché storia e libertà sempre, tùia fine, coincidono .
Pur condividendo tale orientamento vesso la moderazione come arte della libertà e della vita, si dovrebbe tuttavia riconoscere che l'autentico equilibrio umano e quandi il senso storico nascono dalla disponibilità dello spirito, sempre attento nel vagliarli, verso i vari metodi necessari ad affrontare le molteplici circostanze della vita e perciò anche, in certi momenti salienti, verso l'audacia e la rottura delle situazioni presenti. L'osservazione, teorica e generale, non vuole riferirsi espressamente al caso di Tunisi, nel quale pure il furor cotuularis di un Pinna e le incisive proteste di un Gaétemuovo possono aver utilmente corretto l'accidia, certo non volgare, del Visconti Venosta,
Si deve infine notare che la polìtica e i personaggi della destra riescono meno facilmente ad ottenere questi riconoscimenti da certa storiografia straniera, per la ragione che gli uomini sono più inclini a credere di aver ottenuto i loro successi grazie alla propria energia che per la moderazione del prossimo. Cosi il Visconti Venosta,