Rassegna storica del Risorgimento
CORRENTI CESARE; ISTRUZIONE ITALIA 1870-1877
anno
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1975
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214
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394 Bruna Di Parto
gonza '> e non intendeva afferrare aggressivamente l'occasione per prevenire la Francia e farne un protettorato italiano.
Dì qui, ansi, il fastidio del Visconti Venosta per il "furor consutaris del Pinna e per il suo grossir les questions,2* che si comprendono meglio se si inte grano nella visione colonizzatrice del Caslelnuovo. del resto duramente attaccato da un giornale italiano, VAvvenire della Sardegna*3) In effetti, la sua iniziativa agricola, certamente coraggiosa, intrapresa sull'altra sponda del Mediterraneo, non si agganciava a più diffusi interessi insiti nello sviluppo economico italiano, che non era giunto alla soglia dello sbocco espansionistico, proprio delle maggiori potenze occidentali: lo slesso capitalismo nelle campagne era ai suoi inizi in Italia quand'egli lo sperimentava in Tunisia.
Questo limite di natura storica aiuta forse a spiegare la fine della gestione italiana della Gedeida, che, in seguito al regolamento giudiziario e ad un risarcimento versato alla Società, tornò nelle mani di Mustafà Khasnadar.4)
Alla lite giudiziaria si affiancò un increscioso crescendo di polemiche, recriminazioni, rinfaeciamenti, con alternati interventi delle parti in causa e dei loro avvocati. Il crescendo culminò con un violento opuscolo del governo tunisino, peraltro interessante nella sua natura di fonte storica, dal titolo Documenta réla-tifs à monsieur le baron Jacques Castelnuovo, in cui il primo ministro Mustafà ed il generale Khereddin fecero a gara nel ricordare quanto egli aveva ricevuto dal loro paese e nel denunciare i suoi metodi di penetrazione.5'
che ed appare equilibrato e saggio, sembrò a WILHELM RUSTOW una < testolina furba (La guerra del 1866 in Germania ed in Italia, Milano, 1866, p. 327) ed il GANIACE, ancora ad un secolo di distanza, giudica il comportamento italiano nella piccola crisi della Gedeida -più aggressivo di quanto a noi non sembri: Pour le gonverneinent italien, c'ètait I'occasion de s'affirmer à Tunis et de profitet de la défaitc de la France pour prendre sa place dams la Régence en obtenant par la menare l'octroi de privi lèges. La raideur du consul d'Italie montrait qu'il connaissait les dispositions da cabinet de Florence (Op. C, p. 406). Un ponto dì vista più risentito da parte italiana si ha nella cit. opera del DB LEONE.
Anche gli storica partono, in effetti, da angolazioni conoscitive, in coi l'ambiente nazionale ha naturalmente il suo peso, e l'angolazione si allarga attraverso il confronto, in una serena discussaone al di sopra delle frontiere, che renda libero e maturo 11 giudizio.
*) L'errore del ministro fu di credere che anche la Francia tendesse, alla lunga, a conservare lo stata quo, come si rileva dal suo discorso alla Camera del 27 novembre 1872: La nostra politica verso Tunisi è la politica dell'inghilterra, della Francia e delle altre nazioni, è puramente e semplicemente la politica dello statu quo e della conservazione del governo attuale (Cìt. in LUIGI CHIALA, Pagine di storia contemporanea, fase. 2 cài., p. 106).
*) FEDERICO CHABOD, op. cit., voL H, pp. 670-671, 747.
3) Era un giornale per gli italiani di Tunisi, cab da LORENZO DEL PIANO (Op. cit., p. 126), il quale avverte che il suo atteggiamento sulla questione non fu univoco, ma anzi manifestò disparità di opinioni tira i vari corrispondenti. L'articolo contro il Co-etelmiovo apparve nel numero del 20 novembre 1871.
4) Le causa per l'accertamento dei danni subiti dalla Gedeida e dei relativi risarcì mentì si concluse a Firenze con la sentenza del 19 ottobre 1872 e poi col definitivo accordo del maggio 1873. Le forti richieste ti (-Un Società furono accolte solo in pie* cola parte e la tenuta tornò a Mustafà Khasnadar, che pagò 125.000 franchi più gli interessi MÌI capitale investito dal gruppo italiano. V. JEAN G ANI ARS, op. cit pp. 414415; LORENZO DEL PIANO, op. cit.,- pp. 132-133 ; SEKCIO ANCELINIÌ art. cit.
5) LORENZO DEL PIANO, op, cit.3 pp, 125-128.