Rassegna storica del Risorgimento
CORRENTI CESARE; ISTRUZIONE ITALIA 1870-1877
anno
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1975
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pagina
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215
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Giacomo di Castelnuóvo
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Il barone* come si è delti, era stato frattanto eletto deputato, nel gennaio 1871, per I"X 1 legislatura, nel rollepio di Vittorio elle lo rielesse nel 1874 per la XII.
La sua collocazione parlamentare fu nella destra ed in particolare egli si legò al gruppo di Casimiro Ara per un intendimento dinamico e per certi aspetti revisionistico del moderatismo classico. 2>
Sebbene israelita, votò, nella tornala del 13 febbraio 1871, a favore del l'inviolabili là del pontefice: ,J Tatto si può spiegare come un allineamento sulle posizioni della maggioranza moderata e come un tributo alla viva preoccupazione del re di colmare il solco col papato (se non sarà stato addirittura dovuto ad una sollecitazione degli ambienti di corte), ma aiutano a comprenderlo altre sue manifestazioni di rispetto per la Chiesa e le personali relazioni che ebbe con ecclesiastici.4>
Intervenne sul progetto di legge per l'estensione alla marina delle norme circa il matrimonio dei militari,5* sul progetto di legge per la costruzione di ponti sulle strade nazionali6' ed espresse le sue riserve, astenendosi nel relativo voto, sulla riforma giudiziaria in Egitto, che veniva a modificare il regime delle capitolazioni, provocando una risentita replica del giurista Pasquale Stanislao Mancini, che fungeva da relatore.7''
Verso la fine della sua attività parlamentare, che coincise con la caduta della destra e che fu, nel complesso, modesta, vediamo il Castelnuóvo impegnato in altre due imprese tunisine: il tentativo di sfruttamento del Gebel Ressas e l'espio-
1) L'elezione nel Veneto si spiega con le relazioni intrecciate in questa regione fin dalla sua unione ai regno d'Italia dopo la guerra del '66, quando vi giunse al seguito del re. Dal Veneto inoltre la Società per la Tunisia importò grossi quantitativi di legname: ce ne informa la Gazzetta di Venezia (3 gemi. 1871), che propugnò caldamente la sua elezione; dietro la Gazzetta, specialmente nel 1874, fu anche il sostegno prefettizio mirante a far eleggere candidala di provate convinzioni liberali e moderate: v. ALDO BERSELLI. La destra storica dopo l'unità. Italia legale e Italia reale, Bologna, 1965, p. 422; Gazzetta di Venezia, dell'I 1 novembre e del 1 dicembre 1874, oltre i numeri citati del 1871; TELESFORO SARTI, // parlamento subalpino e nazionale, Terni, 1890, p. 250; Enciclopedia biografica e bibliografica italiana, serie XIJTI, Ministri, deputati, senatori dal 1848 al 1922, Milano, 1940, p. 226.
-) ALDO BERSELLI, op. cit* p. 261. Per un inquadramento nel ruolo evolto dagli israeliti di parte moderata nella politica italiana di quegli anni, v. BRUNO DI PORTO, CU ebrei romani dai papi all'Italia, in La breccia del ghetto, Roma, 1971, pp. 15-78, in particolare a p. 73.
3) Gazzetta di Venezia del 16 febbraio 1871.
*) Nel 1866, con le sue relazioni alla corte d'Italia, procurò la commenda dei SS. Maurizio e Lazzaro al vicario apostolico di Tunisi mona. Fedele Sutter, come si apprende dalle memorie del padre Anselmo Des Arcs: v. ACHILLE RICCIO. Riflessi del Risorgimento italiano a Tunisi, in Rassegna storica del Risorgimento, 1951, pp. 617-626. Secondo una Indizione di famiglia, egli avrebbe anche donato il terreno per costruirvi hi cattedrale cattolica tunisina.
Il diario della guerra del '66 attesta poi i cordiali rapporti con don Valerio An-zino, capo della regia cappella, ed il sincero apprezzamento per il liberale vescovo di Cremona Antonio Novascorei.
5) Atti parlamentari. Discussioni detta camera, XI legislatura, sessione 2872*71,
voi. 76, p. 1057.
6) Ibidem, voi. 77, pp. 1983-84.
7) Ibidem, XII legfelatura, sessione 1874-75, voL 90, pp. 2815-2823.