Rassegna storica del Risorgimento
PRINCIPATI DANUBIANI STORIA 1821; STORIOGRAFIA ROMANIA; VLADIMI
anno
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1975
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pagina
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291
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FONTI E MEMORIE
TUDOR VLADIMIRESCU E LA RIVOLUZIONE DEL 1821 NEI PRINCIPATI DANUBIANI NELLA STORIOGRAFIA ROMENA
La storiografìa romena non ha mai negato importanza al moto rivoluzio-nario del 1821 condotto nei Principati danubiani da Tndor Vladimirescu. Si tratta infatti della prima rivolta a carattere nazionale scoppiata in quei paesi.
Dopo aver lasciato Bucarest il 18 gennaio 1821, cioè un giorno prima della morte del principe regnante di Valacchia, Alessandro Sufu, Vladimir esc u lanciava il 23 dello stesso mese dal villaggio di Pades, in Oltenia, la regione più occidentale dei Principati, un proclama a tutti i romeni perché si sollevassero contro i loro padroni. Dietro il tono messianico e lo stile popolare, degno di entrare in una antologia romantica, si possono individuare nel proclama moventi sociali ed aspirazioni nazionali. Qnesto doppio significato del moto se ha caratterizzato la stessa lotta dei ribelli nelle sue varie fasi, ha parimenti diviso la valutazione degli studiosi. Ned primi giorni i rivoltosi si organizzano in Oltenia, poi, dopo un lungo campo a finjareni (4-28 febbraio), entrarono in Valacchia per occupare infine il 21 marzo la capitale, Bucarest. Frattanto in Moldavia si è sviluppato un moto anti-turco guidato dai greci aderenti all'Eteria. Non ostante la sconfessione dei due moti da parte dello zar Alessandro, Ipsilanti capo degli eteristi raggiunge a Bucarest Vladimirescu, ma dal loro incontro (30 marzo) scaturisce soltanto un precario condominium . Vladimirescu comunque controlla fin verso la metà di maggio ila capitale e quasi tutto il Principato meridionale esercitando il potere di fatto anche senza assumere alcun titolo se non quello di collaboratore del governo (in pratica suo prigioniero) e di capo dell'esercito del popolo. Delle contraddizioni insorte tra greci e romeni, tra gli stessi romeni, popolo e nobili (questi ultimi hanno nel colonnello Sava comandante la guarnigione di Bucarest il loro ambiguo braccio armato) e persino tra Vladimirescu ed i suoi seguaci, fanno giustizia i Turchi che, assicuratesi le spalle con un massacro di eteristi a Costantinopoli, e con l'autorizzazione della Russia, costringono Vladimirescu con il loro appropinquarsi ad abbandonare Bucarest per ritirarsi verso nord-ovest, nella speranza o di unirsi ai greci o di attestarsi nelle munite piazze-forti dell'Oltenia. Ma questi, tradito da alcuni suoi collaboratori, il 21 maggio, viene catturato nel suo stesso accampamento da un manipolo di eteristi, guidato da Iordache d'Olimpia. Sei giorni dopo viene assassinato di nascosto, senza esser sottoposto ad alcun processo pubblico. La fine del doppio moto, greco-romeno, è prossima e con la vittoria turca a Dragasani (7-VI) viene, se non suggellata (ci saranno ancora resistenze eroiche ma isolate), resa inevitabile.
Vladimirescu, nato a Vladimir in data incerta (1770-1780), apparteneva alla classe dei modesti possidenti con parenti nel clero e nella piccola nobiltà. Grazie proprio ad un parente sacerdote ed al servizio prestato presso un boiaro di Craiova, Glogoveanu, uno dei più ricchi Valacchi, *) ebbe una educazione buona
1) Cfr. N. AJDÀNILOAIE Boierii i rfacoaUt condusà de Tudor Vladimirescu (I boiardi e la rivolta condotta da Tudor Vladimirescu), Bucarest, 1956, p. 26,