Rassegna storica del Risorgimento

PRINCIPATI DANUBIANI STORIA 1821; STORIOGRAFIA ROMANIA; VLADIMI
anno <1975>   pagina <292>
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Francesco Guida
per quell'epoca e fece ben presto esperienza dei commerci che, spesso condotti di contrabbando con i paesi oltre frontiera, costituivano una importantissima componente dell'economia deU'Oltenia. Importante anche perché con Paccnmulo di capitali si favoriva la nascita di manifatture ed il sorgere, sia pur timido, della borghesia, classe rivoluzionaria rispetto allo Stato feudale che regnava, all'epoca dei Fanarioti, nei Principati danubiani. Questo Stato feudale era caratterizzato da una crudele divisione in classi, dalla più impari suddivisione dei beni e dalla disparità dei diritti. Così gli oneri fiscali, esosi fiuo all'incredibile, colpi­vano circa una metà della popolazione, costituita dalle elassi inferiori, che, sot­toposta tra l'altro ad ingiustizie e soprusi, non poteva far conto sulla giustìzia che era al servizio del più forte e corruttibile, oltre che dispendiosa e lentis­sima. H quadro era dominato all'interno dal governo di principi greci (prove­nienti dal Fanar, quartiere di Costantinopoli, fiduciari della Sublime Porta sin dal 1711, per la Moldavia e dal 1716, per la Valacchia) caratterizzato dal fisca­lismo (ned pochi anni di governo bisognava accumulare quanto più denaro pos­sibile con il quale pagare una eventuale nuova nomina) dal conservatorismo so­ciale ed economico, dalla creazione a pagamento di nuovi nobili, dalla vendita delle cariche, dal compromesso continuo con i boiari.
Al di sopra di tutto ciò, in funzione di deus ex machina s> ma soprattutto di spietati sfruttatori ed affossatori di qualsiasi anelito a cambiare, i Turchi. Con l'imposizione a commerciare solo con la Sublime Porta inflitta ai valacco-moldavi, il disordine monetario, il mantenimento stesso del governo fanariota, il disinteresse ad un miglioramento delle strade e delle altre infrastrutture so­ciali, oltreché con tasse e decime (per il mantenimento delle piazzeforti sul Danubio), essi impedivano ai Principati di agganciarsi all'Europa così ricca di fermenti in ogni settore.
Comunque anche in Valacchia e Moldavia la nascita di una fragile ma audace borghesia sulla scia del lento trapassare dal feudalesimo ad un primo capitalismo favorirà il coagularsi intorno ad essa di altri interessi e lo scoppio di una vasta rivolta. Le altre classi che vi partecipano sono: parte della nobiltà, o perché interessata alla libertà di commercio e alla certezza del diritto, o per­ché stanca del dominio fanariota ed invidiosa della nobiltà greca; piccoli pro­prietari terrieri costituiscono i quadri dirigenti della rivolta i quali vede­vano giorno dopo giorno le loro proprietà fagocitate dai grandi latifondisti o saccheggiate durante le scorrerie di bande di briganti d'oltre Danubio, incon­trollabili sia dalle truppe turche che da quelle del principe; infine i contadini, massa d'urto nel 1821, che, ridotti a servi della gleba, costituivano la dolente base della piramide sociale.
A fianco di queste ragioni d'ordine socio-economico bisogna ricordare un ideale religioso, cristiano, un vero e proprio spirito di crociata anti-turco2) e l'affacciarsi, almeno tra borghesi ed uomini colti delle idee della Rivoluzione Francese, soprattutto di quella di Nazione.
Proprio alle due classi che dirigeranno la rivolta si può iscrivere T. Vladi­mirescu poiché proprietario di terreni, tra l'altro saccheggiati dai turchi di Ada-Kaleh nel 1815, e, -dopo aver lasciato il servizio di Glogoveanu, ricco mer­cante. Ebbe anche il titolo nobiliare, molto modesto però, di sluger . Come
2) Cfr. VASILE MACIU, Caracterul miscmii lui Tudor Vladimirescu (Il carattere del moto di Tudor Vladimirescu), in Situiti, 1971, n. 5, pp. 931-950.