Rassegna storica del Risorgimento

PRINCIPATI DANUBIANI STORIA 1821; STORIOGRAFIA ROMANIA; VLADIMI
anno <1975>   pagina <296>
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Francesco Guida
Della generazione quarantottesca fanno parte anche l'ultimo memorialista e il primo storico che si sono occupati dei moti del 1821.
Il primo è Ion Ghica, discendente di principi ed importante nomo politico dell'800. Egli scrive al diplomatico e poeta Vasile Alecsandrì una lettera datata settembre 1880 a.22)
Forse perché scritta con tanto ritardo, la testimonianza denota mancanze e pecca di credulità; resta comunque un'ottima fonte di notizie, anche le più minute sugli avvenimenti del 1821. Essa parla soprattutto dell'Eteri ed a que­sta pretende fosse affiliato anche Vladimirescu. Quasi come nota di colore, Ghica ci ha lasciato esempio degli scioglilingua che durante la repressione turca servi­rono per individuare i greci e condurli a morte.
C. D. Aricescu è il primo a scrivere una Storia della rivoluzione del 1821,
Lo fa con grande impegno e larga informazione raccogliendo gran copia di testimonianze e documenti24) però con metodo a volte criticato. Oltre infatti alle accuse di credulo idealismoH) ne ha subite anche di falso preconcetto.26) In effetti egli fa di tutto per attribuire al moto del 1821 un significato marcata-' mente nazionale arati-greco, dovuto soprattutto alle pressioni su Tudor Vladimi­rescu di una parte dei nobili costituitisi in un ' partito nazionale * (guidati dal Vescovo Darion e dal vonric il vornic rispondeva 6olo al principe" Baleanu) contro un partito eterista e filo-greco, condotto dal nobile Samurca. Giunge persino, per far valere le sue tesi, a manipolare alcuni documenti.28) Comunque le sue idee non sono lontane da quelle della generazione del 1848 con alcuni cambiamenti dovuti al fatto che quei rivoluzionari ormai avevano già preso il potere. Ciò vuol dire che Aricescu accentua il carattere nazionale met­tendo in secondo piano quello sociale.
Da questo momento si incontrano nella storiografia romena su Tudor Vla­dimirescu soltanto veri studiosi di storia.
Vasile Alecsandrescu Urechia aveva già scritto nel 1859 una storia romena per le scuole elementari ma nel suo corso universitario presso la Facoltà di Let­tere di Bucarest si occupò del moto del 182129) mettendone in risalto, al con­trario di Aricescu, i moventi sociali forse sotto l'impressione delle prime cono­scenze delle teorie marxiste che negli anni 70-80 avevano fatto la loro comparsa in Romania.30) In questa sua visione Urechia resterà a lungo un isolato.
Alexandru D. Xenopol è il primo grande storico romeno. Ci sarebbe biso­gno di molto spazio per riassumere criticamente il X volume della Storia dei
22) ION GHICA, Din timpul Zaverii (Dal tempo della riscossa), Bucarest, 1970. 21 C. D. ARICESCU, Istoria revolufvunii rotarne de la 1821, Craiova, 1874.
24) c. D. ARICESCU, Ade justificative la istoria revolufiunii romìne de la 1821 (Atti giustificativi della rivoluzione romena del 1821), Craiova, 1874.
25) Cfr. A. OTETEA, Tudor Vladimiresco dans, cit.
26) A. 0"TETEA. Caracterul miscarii conduse de Tudor Vladimirescu: rascoala sau revolute? (H carattere del moto condotto da T. Vladimirescu: rivolta o rivoluzione?), in Studi*, 1967, n. 4, pp. 667-679.
27) Cfr. ADANILOAIE, op. cit.i p. 9.
28) Cfr. A. OTETEA, Tudor Vladimirescu i revoluta, cit., pp. 21-22.
29) Cfr. V. A. URECHIA, Istoria Ramànìlor, voi. XIII, Bucarest, 1891-1901.
30) XI 19 dicembre 1871 la rivista Familia pubblicava un articolo intitolato Carolu Marx, premedititele Interna(ionalei (Carlo Marx presidente dell'Internazionale"), e nel 1883 ANTON BACALBASA pubblicava in romeno brani del primo volume di Das KapitaL