Rassegna storica del Risorgimento

PRINCIPATI DANUBIANI STORIA 1821; STORIOGRAFIA ROMANIA; VLADIMI
anno <1975>   pagina <299>
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T. Vladimirescu nella storiografia romena 299
afferma che il molo del 1821 doveva fa-Mire poiché mancava di una ideologia rivoluzionaria, era pronto al compromesso, ricco di contraddizioni e per di più privo di validi alleati sia greci sia russi.41) Patracanu ricoprì importanti cari­che politiche finché cadde nel 1954 vittima dello stalinismo.
Bodin interpreta al contrario la rivolta del 1821 in chiave razzistica na­zionalista. Il moto era contro i greci e non contro i turchi al punto che questi rilasciarono un corriere (Dragobete) che Vladimirescu inviò presso i Serbi, con i quali, come con i Bulgari, Tudor cercò di collegarsi. Che Vladimirescu fosse eterista è, secondo Bodin, una bugia che gli storici greci hanno diffuso in tutta l'Europa. Il moto da lui condotto scaturisce dallo sfruttamento dei fanarioti che tendevano a distruggere il patrimonio biologico e culturale romeno. Ovviamente Bodin dopo il 1945 è stato criticato o dimenticato: in effetti egli rappresenta la naturale conclusione di una storiografìa romantico-idealista. Al lettore italiano egli interessa particolarmente poiché si occupò di T. Vladimirescu alla luce delle fonti italiane41) cioè delle relazioni diplomatiche dovute a legati dei diversi Stati italiani nelle capitali centro-orientali (Vienna, Pietrogrado, Costantinopoli) e della stampa italiana dell'epoca.
Emil Virtosu è l'unico storico che sta a cavallo delle due storiografìe ante­guerra e post-guerra. Egli nelle opere scritte prima del 1945 43> segue l'indirizzo idealistico di Xenopol sia pur lasciando la possibilità di documentare eventuali rapporti tra Tudor e l'Eteria come poi avverrà (dopo il 1945 i nuovi documenti lo convinceranno che Vladimirescu fu eterista). Egli giunge a lodare Vladimi­rescu in ogni sua azione e pensiero e persino per lo stile incisivo delle sue let­tere. Crede all'improvvisazione dell'esercito ribelle male armato, al tradimento di un luogotenente di Tudor, Hagi Prodan, pagato per uccidere il suo capo e poi da questi perdonato (mentre la nuova storiografia non crede più a questa storia). Il suo contributo maggiore, sulla scia dell'esempio di Iorga, è soprattutto documentario e persino bibliografico.44 Tra documenti più o meno importanti si distinguono alcuni che permettono di stabilire l'ottima intesa tra Vladimi­rescu e il tesoriere del principato valacco per il marzo-maggio 1821, Alexandru Fildpescu Vulpe , che sarebbe stato tramite tra il capo ribelle e l'ambasciata russa; altri che permettono di comprendere l'intendimento di Vladimirescu di non lasciare Bucarest ai greci ma di strappare i diritti 'storici* del Principato ai turchi; di chiarire la composizione della segreteria di Tudor (dove, secondo Virtosu il vescovo fìlo-eterista Harion non mise quasi mano non giocando quindi quél ruolo di super-consigliere di Tudor che a volte gli si attribuiva) e simil­mente i rapporti tra il capo olteno e il dotto Gheorghe Lazar, primo, con Asachi, a tenere un corso di studi in romeno e troppo moderato per riconoscersi total­mente nella rivolta; infine, soprattutto documenti (2 lettere di Vladimirescu) che permettono di stabilire definitivamente la data (21 marzo 1821) dell'in-
4! ) Cfr. MARIN MIHALAGHE, Tudor Vladimirescu, Bucarest, 1971, cap. 22.
42) D. BODIN, Tudor Vladimirescu in lumina isvoarelor ilaliene, in Revistà Istoriai Romana, volL XI-XII, 1941-42. Scrìsse anche Tudor Vladimirescu la Bucarefti (Tudor Vladimirescu a Bucarest), in Revistà Istoriai Romàna, voi. XIII, fase. II, 1943.
43) E. VÌRTOSU, Tudor Vladimirescu. Glose. Fapte. Documento noi (T. Vladimi­rescu. Glosse. Fatti. Documenti nuovi), Bucarest, 1927. IDEM, T. Vladimirescu, date fi fapte noi (T. Vladimirescu, dati e fatti nuovi). Bucarest, 1932. IDEM, Pagini de ravoltà Pagine di rivolta), Bucarest, 1936.
44) E. VIRTOSU, T. Vladimirescu, Glose, cit.