Rassegna storica del Risorgimento

PRINCIPATI DANUBIANI STORIA 1821; STORIOGRAFIA ROMANIA; VLADIMI
anno <1975>   pagina <300>
immagine non disponibile

300
Francesco Guida
gresso in Bucarest dei ribelli Virtosu, come detto, ha un suo posto, minore, an­che nella nuova storiografia.
Qui termina la storiografia precedente il 1945 che si è analizzata brevemente e solo attraverso i suoi maggiori esponenti. Essa, come si è visto, ricca per mate­riale memorialistico e storico, è caratterizzata dall'idealizzazione del personaggio Vladimirescu, dall'interpretazione in chiave nazionale in senso anti-greco e, raramente, anti-turco o in chiave puramente sociale della rivolta, da lui condotta. Dal 1945 questi convincimenti saranno totalmente ribaltati.
Autore di questo rovesciamento di idee è Andrea Ofetea, oggi il più auto­revole accademico e storico romeno. L'opera con cui divulgò le sue idee nuove su Vladimirescu è T. Vladimirescu e il moto eterista nelle terre rumene. 1821-2245) apparsa a Bucarest nel 1945. Seguirono molli articoli ed infine un nuovo libro, T. Vladimirescu e la rivoluzione del 1821 **) (pubblicato nel 1971 a Bucarest) che è il completamento e l'aggiornamento del primo.
Dal 1945 al 1971 Ofetea non ha fatto altro che ritoccare le sue teorie e soprattutto irrobustirle con nuove scoperte di documenti e nuove speculazioni.
H libro del 1945 non deve la sua originalità a scoperte di archivio, ma solo a un riesame critico di quanto già in possesso degli storici. È dovuto ad un nuovo metodo di lavoro, più positivo, anti-idealistico ed aperto ai contributi che potevano venire da storici di oltre frontiera. H moto del 1821 è inserito così da Ofetea nella questione d'Oriente e nelle attività dell'Eteria. Vladimirescu è un'ete-rista ed il Vladimirescu degli storici precedenti non è che un mito a cominciare dal nome che non era Tudor ma Theodor e dai suoi pseudo-ritratti per finire alla sua rettitudine politico-morale. Agli occhi di Ofetea Vladimirescu opera due tradimenti: uno verso l'Eteria quando si accorge (Ofetea fissa una data per que­sto primo voltafaccia: 18 marzo) che lo zar non potrà appoggiare il duplice moto, l'altro verso i contadini che lo hanno seguito, le cui rivendicazioni sociali erano considerate 'Secondarie o puramente strumentali nei piani eteristi.47) In­fine Vladimirescu cadrà vittima dei suoi ondeggiamenti tra greci e turchi, che occupano gli ultimi suoi giorni, periodo ancora non del tutto chiaro neanche per Ofetea. Perché questi afferma che Vladimirescu fu eterista? Per ragioni di ordine speculativo e di ordine documentario. A favore di questa opinione48) sono la partenza da Bucarest ed i proclami ivi preparati, l'ostentata fedeltà alla Porta (falsa) e allo zar (vera), la fortificazione dell'Oltenia, il tradimento in massa delle truppe governative, gli impedimenti posti dai boiari eteristi ad una decisa reazione governativa e gli aiuti portati a Vladimirescu, ì ducati austriaci con cui pagava i suoi uomini, ài sincronismo di movimento con Ipsilanti, la preferenza data a quest'ultimo da parte della nobiltà, l'arresto senza colpo ferire dello stesso Vladimirescu, il permanere di molti suoi uomini a fianco dei greci anche dopo la sua morte.
) Op. cit.
46) Op. cit.
4?) Cfr. A. OFETEA, Tudor Vladimirescu fi mijcarea, cit., p. 216: La sconfessione del suo moto e di quello di Ipsilanti da parte dello zar Alessandro gli sconvolge tutti i piani e Io costrìnge ad un accordo con i boiardi ed a una politica di collaborazione con i turchi che doveva causargli la morte .
**) Cfr. A. OTETEA, Tudor VladimirRSCO dans, cit.