Rassegna storica del Risorgimento

PRINCIPATI DANUBIANI STORIA 1821; STORIOGRAFIA ROMANIA; VLADIMI
anno <1975>   pagina <303>
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T, Vladimirescu nella storiografia romena 303
caterva di Nichita Adàniloaie: / boiari e la rivolta condotta da Tudor Vladimi­rescu. ) Proprio quando uno dei più idealisti tra gli storici romeni, il Virtoau, aveva accettato l'idea di un Vladimirescu mosso dalla nobiltà eterista, proprio quando Ojetea portava un nuovo contributo alla individuazione di un unico moto comune a Valacchia e Moldavia, Adàniloaie rifiutava nettamente l'accordo del gennaio 1821 tra Vladimirescu e i tre grandi boiari, Barbu, Vacarescu e Brincoveanu e la completa dipendenza del moto nato in Oltenia dalle direttive dello stato maggiore eterista, mentre si dedicava invece ad una analisi marxista, in chiave sociale, di quegli avvenimenti. A proposito del primo documento Adàniloaie notava che mai i boiari firmatari riconobbero di averli firmati e che esso, reso noto dal serbo Iacov Nenadovici nel 1830, serviva ottimamente al Reggente Kisselev per attaccare la nobiltà che non voleva collaborare alle sue riforme. Vale la pena di leggere le pagine che l'autore dedica al problema ffl soprattutto per i risvolti quasi comici di un secondo accordo tra i fratelli Maee-donski, partecipanti alla rivolta, e il Nenadovici per ài quale i primi attestavano la buona fede del secondo, buona fede che di fronte ad un processo si sciolse come neve al sole poiché il Nenadovici preferì tornarsene a casa.63) Sui rapporti con l'Eteri a Adàniloaie non crede che il nobile Samurcas, eterista, si sia recato presso Vladimirescu soltanto per rifornirlo di denaro, né è certo che sia una favola il tradimento di Hagi Prodan, luogotenente di Vladimirescu.
H suo contributo maggiore è comunque quello riguardante gli aspetti sociali del moto. Alle spalle di questo, infatti, c'è una situazione economica in movi mento per l'apparizione del primo capitalismo ed inoltre estremamente pesante per le classi inferiori che, oltre a guadagnare poco, sono coperte di tasse. Affi­nando la sua interpretazione64 Adàniloaie dividerà la società romena in due grandi classi: una rivoluzionaria, composta da borghesi, piccoli nobili e conta* dini, una conservatrice, grande nobiltà, burocrati, ecclesiastici. La scarsa omo­geneità della prima non permetterà che in campo sociale la rivolta abbia suc­cesso. Adàniloaie nota che tutti i moti balcanici sono anti-feudali se non proprio borghesi ma, essendo dovunque i feudatari turchi, il fine sociale e quello nazio­nale si confondevano; nei Principati, essendo i feudatari romeni o greci, la rivolta si doveva necessariamente scindere in due momenti, uno di lotta di classe, l'altro risorgimentale indipendentistico : ciò fece fallire il moto rivo* luzionario del 1821. Altro suo contributo che si prolunga negli anni fino ai no­stri giorni è quello documentario, su fondi austriaci soprattutto, riguardante aspetti interessanti della rivolta, come la rete di spie austriache, la partecipazione di tedeschi al moto, la situazione tra i nobili fuggiti in Transilvania ecc.
Alle conferenze su citate di Callimachi e Chirtoacà si riconnettono il vio­lento attacco alla storiografia del passato e queste considerazioni: Questa ri*
61 ) ADÀNILOAIE, op. cit.
6Z) Cfr. ADÀNILOAIE, op. cit., pp. 54-55.
tó) Adàniloaie a Aerai a inoltre: Mi sono occupato così tonto di questi scritti proprio per combattere gli storici borghesi che, basandosi su di essi, cercavano di dimostrare che I'allontanamento dei principi fanarioti... non è opera dello piccola nobiltà e della borghesia in ascesa (che... si servivano... anche dei contadini), ma che essa sarebbe esclusiva opera della grande nobiltà, che per sentimento di profondo amor di patria avrebbe con­dotto la lotta per i diritti della Valacchia (op. cil., p. 60).
64) N. ADÀNILOAIE, 140 de ani de la ràscoala condusà de Tudor Vladimirescu (140 anni dalla rivolta condotta da T. Vladimirescu), in Studiti 1961, n. 3, pp. 551*570.