Rassegna storica del Risorgimento
PRINCIPATI DANUBIANI STORIA 1821; STORIOGRAFIA ROMANIA; VLADIMI
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1975
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306
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Francesco Guida
meno fin dal 1819 Vladimirescu aveva stretti legami con eteristi. Camariano traccia per provarlo un'ampia storia della collaborazione tra lordache e Vladimirescii (sin dal 1817 insieme cercarono di far tornare Caragiorgio in Serbia) che godettero la protezione del prìncipe Caragea (fuggito nel 1818 per non render conto ai turchi della propria amministrazione) e di nobili eteristi. Il momento in cui Vladimirescu entrò definitivamente nella trama eterista è il marzo 1819 quando si preparava da parte di alcuni eteristi una rivolta poi abortita per discordie interne: già allora si contava sul suo aiuto militare (500 pan duri , soldati di professione ma non mercenari) e da allora se ne fece sempre conto. Le notizie Camariano le trae da storici greci e tedeschi e la ricostruzione è piuttosto con* vincente. Camariano che traccia anche un ampio quadro dell'Eteria, dei suoi poco fidi alleati (Russia)80) e della borghesia che le stava alle spalle8I) afferma che sin dal 1817 Vladimirescu riceve 160.000 rubli dalTEteria che conserverà ancora nel 1821 e nota che mentre esisteva sicuramente una corrispondenza tra Vladimirescu ed Insilanti già prima dell'inizio del moto in Moldavia, il nome di Vladimirescu non si trova nelle liste di eteristi pubblicate dai greci Filimon e Mexas poiché esse sono incomplete soprattutto per quanto riguarda i boiari romeni. L'importanza di Camariano sta soprattutto nella sua mediazione tra la storiografia romena e quella greca.
Nel 1971 c'è un altro intervento sulla polemica già ricordata. Vasile Maciu mette in dubbio82) l'autenticità dell'accordo che in fondo è una pretesa traduzione dall'originale romeno in tedesco e che forse è un falso eterista per giustificare l'uccisione di Vladimirescu. Comunque Maciu non ha dubbi che la rivolta nei Principati fu opera dell'Eteria. Anzi, con un'osservazione importante* nota che proprio questo demandare ad un'organizzazione internazionale e di ideali ortodossi ed ellenistici il compito di sollevare i Principali dimostra la mancanza dì uno spirito nazionale tra i romeni e resistenza invece di uno spirito di crociata anti-turca che, insieme con il sogno di un'emancipazione sociale, mosse il popolo valacco e moldavo. La mancanza di una chiara idea di Patria, che lo stesso Vladimirescu non avrebbe, è dovuta al mancato sviluppo del capitalismo e della borghesia ed al carattere ecumenico della fede ortodossa che spingeva un abitante dei principati a sentirsi più parte di una vasta famiglia balcanica che romeno. Nel terzo principato , la Transilvania, dove il capitalismo era favorito da Vienna e la fede religiosa era cattolica, con una più facile infiltrazione di idee illuministe e con rivolte (1784, 1791) ohe dimostrano la crisi del feudalesimo, anche l'idea di Patria si diffonde più rapidamente (una patria daco-romanica ). Nei principati meridionali solo parte della nobiltà aveva un'idea di Patria come dimostrerà il fronte unico nobiliare, formato sia da coloro che appoggiarono la rivolta del 1821, sia da quelli che la osteggiarono, nel chiedere, all'indomani della repressione turca (1821-1822), riforme costituzionali in senso nazionale e in primo luogo principi romeni. Quindi, per Maciu, nel 1821 non ci fu né una vera insurrezione nazionale nel senso
80) Sull'organizzazione e l'attività delPEteria in Russia prima della rivolta del 1821 è il titolo di un articolo di CAMARIANO. In romeno: Despre organizarea i activitatea Eteriei in Rusia inainte de ràscoala din 1821, in Studii fi materiale de istorie moderna, 1960, 2, pp. 73-103.
81) Cfr. N. CAMARIANO, Planurile, cit.
82) VASILE MACIU, Caracterul miscarìi, cit.