Rassegna storica del Risorgimento

PRINCIPATI DANUBIANI STORIA 1821; STORIOGRAFIA ROMANIA; VLADIMI
anno <1975>   pagina <307>
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Tt Vladimireseu nella storiografia romena 307
marxista né un radicale moto anti-feudale. Incertezze ed eterogeneità fecero fal­lire quella rivolta.
Alquanto vecchia (risale a Iorga) e senza grande importanza l'osservazione di Emil Virtosu, nel suo ricordato Despre Tudor Vladimireseu del 1947, se­condo la quale Vladimireseu non fu mai a parte dei veri piani eteristi pur es­sendo legato alTEteria : ciò spiegherebbe la mancanza di un suo epistolario con gli eteristi, epistolario che secondo Camariano s'è visto invece esiste. Virtosu si è interessato ancora a Vladimireseu di recente riprendendo un tema che già aveva toccato nell'anteguerra: il viaggio a Vienna nel 1814.83> In un articolo ricco di notizie non sempre originali, oltre a chiarire un capitolo della biografia del rivoluzionario romeno, fa cenno in particolare a relazioni con ambienti greci e russi donde Vladimireseu trasse assicurazioni sul suo futuro e su quello dei Balcani. Lesse probabilmente Der Congress in JFien, un opuscolo anonimo che auspicava lo smembramento dell'impero turco e conobbe il greco Kirlian Cristodul (detto anche barone Langenfeld) amico molti anni addietro del rivoluzionario Rigas di Velestin, M> fondatore di una prima Eteria greca in epoca napoleonica ed autore di una Marsigliese greca. Ancora conobbe forse Anthim Gazi direttore dell'Ermes o logios (rivista greca stampata a Vienna), rappresentanti russi al Congresso di Vienna e, per tramite del nobile Ghica, le richieste nazionali presentate da nobili romeni a Napoleone nel 1802. Virtosu ha pubblicato anche una vecchia satira in versi sul 1821.8S)
Conforto alle tesi di Ojetea portano la Storia dei Romeni dei Giurescu padre e figlio, la Storia di Romania in date87) opera di un comitato diretto dallo stesso Giurescu padre, venerando storico, e la Storia di Romania8*) opera di un comitato tra cui spiccano tefan Pascu, Costantin Daieoviei, Miron Costantinescu; insomma tutte le più recenti storie generali di Romania.
La prima, dei due Giurescu, sottolinea come con il 1821 si inizia l'evo mo­derno in Romania, riconoscibile per la nascita e lo sviluppo del capitalismo, per l'apparizione di scuole romene superiori (a Iasi con Giorgio Asachi dal 1813, a Bucarest con Giorgio Lazar dal 1818) che dimostrano la validità della lingua romena, per il fermento culturale che spinge molti borsista romeni a studiare all'estero, per la prevalenza di romantici e visionari in letteratura e, in pittura, della ritrattistica borghese. Vladimireseu è un esponente delle classi medie89) e si serve dell'Eteria come questa si serve di lui; tradì i greci quando si rese
te) E. VÌBTOSU, Tudor Vladimireseu la Viena (T. Vladimireseu a Vienna), in Studii, 1971, n. 1, pp. 21-31.
*) Cfr. E. VIRTOSU, NOU despre Rigas Veleftinul (Novità su Rigas di Velestin), in Revista isterica, 1946, pp. 92-114.
85) E. VÌBTOSU, O satira in versuri din Moldova anutui 1821 (Una satira in versi dalla Moldavia dell'anno 1821), in Studii fi materiale de istorie moderna, 1957, 2,
pp. 465-539.
86) GIUBESCU-GIUBESCU, Istoria Romànilor din cele mai vechi tini puri pina astati (La storia dei romeni dai più vecchi tempi fino ad oggi), Bucarest, 1971, pp. 488*498.
87) AA.VV., Istoria Romàniei in date, Bucarest, 1971, pp. 167-169. 88} AÀ.W., Istoria Romàniei, Bucarest, 1971, pp. 224-229.
89) gì veda l'opera citata di Giurescu a p. 494 per più ampi ragguagli.