Rassegna storica del Risorgimento
PRINCIPATI DANUBIANI STORIA 1821; STORIOGRAFIA ROMANIA; VLADIMI
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1975
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Francesco Guida
conto che non si poteva più lottare, senza l'aiuto russo, per l'indipendenza ma solo per avere un principe nazionale.
L'altra Storia di Romania (quella di Pascu e Daicovici) sottolinea la presenza nel 1821 di un programma politico della rivolta, di una strategia ed una tattica sia politica sia militare basata su effettivo potere gestito per due mesi. Sottolinea inoltre la scarsa omogeneità tra nobiltà eterista e classe contadina in rivolta spontanea, e retrodata al 1814 l'inizio dell'organizzazione rivoluzionaria (anche Macia considera il viaggio di Vladimirescu a Vienna un pretesto ). Attribuisce a Vladimirescu un'idea nazionale unitaria e afferma che nel primo scontro a Dràgasani (29 maggio 1821) combatté per la prima volta vittoriosamente un esercito nazionale. (Il secondo combattimento come detto vide il crollo delle speranze greche).
Nel 1966 una nuova polemica tocca Ojetea, per un'altra parte dei suoi studi che, pur importantissima, non riguarda direttamente la figura di Vladimirescu: si tratta dei rapporti tra lo zar e Ipsilanti e del giudizio da formulare su questo. È una polemica tra due storici e, se si vuole90) tra due storiografìe, greca e romena. È Alessandro I. Despotopoulos a contestare91) ohe Insilanti sia stato uno strumento nelle mani dello Zar e per di più un imprudente così che fece fallire il sottile piano russo suscitare una rivolta nei Principati di tale portata da giustificare l'intervento russo e costrinse lo zar a pronunciarsi contro i ribelli, come affermava Ojetea.92) Gli aiuti russi, per Desp otopoulos, erano solo privati e prova dell'indipendenza dell'Eteria sono le provvigioni accumulate in Moldavia ed i preparativi che sarebbero stati inutili per una campagna delle truppe russe, come anche il fatto che lo zar avrebbe impedito a Ipsilanti, se veramente fosse stato lui a muoverlo, di commettere quelle che vengono definite imprudenze fatali . In particolare, oggetto di discussione è una frase scritta da Insilanti a Stroganov, ambasciatore russo a Costantinopoli, il 23 febbraio 1821, in cui lo avverte di tenersi pronto perché è probabile che Pesercito si metterà in marcia da un giorno all'altro . L'esercito in causa è, secondo lo storico greco, quello turco, che di quello russo Stroganov certo ne avrebbe saputo più di Insilanti, mentre è, secondo Ojetea,93) quello russo, per la ragione contraria poiché Stroganov, dei preparativi turchi, era sicuramente al corrente. Nella sua replica nel 1971M) Ofetea osserva inoltre che Ipsilanti incontrò, prima di partire per la Moldavia, la zarina Caterina, dalla quale ebbe una lettera di raccomandazione per il Generale Wittgenstein, che controllava la zona di frontiera; che sempre Ipsilanti passò il Prut con un regolare passaporto firmato da Nesselrode; che i militari russi che volessero recarsi in Grecia erano liberi di congedarsi e che pubblici erano i reclutamenti, per l'insurrezione, in tutto il Mar nero. La polemica non sembra esaurirsi: si può ipotizzare che l' esercito , pomo della discordia, poteva ben essere rivoluzionario piuttosto che russo o turco e che nella stessa corte di Pietroburgo esistessero due partiti, uno filo-rivoluzionario con a capo la zarina l'altro più prudente od addi-
9) Cfr, A. OfETEA, Tudor Vladimirescu fi revoluta, cit., p. 11.
91) Si veda A. I. DESPOTOPOULOS, La revolution grecque, Alexandre Ypsilantis et la pplitique de la Russie, in Balkan Studies, 1966, n. 2, pp. 395-410.
92) Cfr. A. 0?TSA, L'Hétairie aVil y a centcinquante ans, in Balkan Studies, 1961, n. 2, pp. 249-264.
93) Cfr. A. O'fETEA, Tudor Vladimirescu fi revoluta, cit., p. 11. ") Ibidem.