Rassegna storica del Risorgimento

PRINCIPATI DANUBIANI STORIA 1821; STORIOGRAFIA ROMANIA; VLADIMI
anno <1975>   pagina <311>
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T. Vladimirescu nella storiografia romena 311
con Traian Mutascu. Per lo più, in base a nuovi studi settoriali riguardanti di­versi aspetti del 1821 e dell'epoca precedente, Berrà dei ha solo aggiunto qual­che notizia secondaria, ampliato qualche argomento (si veda lo spirito nazio­nale presente nelle richieste avanzate da diversi nobili prima del 1821 ed i pro­getti per una aristo-democrazia nei Principati), riducendo piuttosto lo studio tecnico già ampiamente svolto nel libro del 1962. Vladimirescu continua ad essere un ottimo comandante, un buon politico ed un valoroso patriota, la cui condotta non si macchiò mai né di errori strategici né di atrocità ingiustificate. Per difenderlo, l'autore accenna una certa polemica con Otetea, come quando parla dell'accordo siglato a Bucarest con i boiardi, 102) accordo per il quale Tudor riservava per sé il ruolo di equo e vigile arbitro della lotta di classe (nega per­ciò una dipendenza di Tudor dal Vtdpe, il tesoriere governativo),103) come quando non accetta l'ipotesi di Otetea per la quale Vladimirescu sarebbe stato affiliato alFEteria. A questo proposito Berindei parla di un patto da pari a pari, del quale non ci sarebbe stato bisogno se il comandante dei pandori fosse stato un eterista,104) e di iniziativa personale di Tudor riguardo alla presa di Bu­carest, iniziativa testimoniata da una lettera di Sava.105) Infine Vladimirescu non avrebbe assolutamente pensalo, nella ritirata verso ovest, di attaccare l'Insi­lanti ,06) come aveva affermato Otetea.,07) La visione di assieme dell'autore si è fatta più ampia come dimostrano i primi capitoli che inquadrano i Principati in un contesto europeot08) (in essi, nodo della resistenza nell'Europa centro-orientale controllata ovunque dalla Santa Alleanza, rome nel resto di Europa, fu un pugno di militari a muovere ed organizzare il popolo) e rilevano, sulla scorta di Engels, la costituzione intrinsecamente anti-capitalistica dell'Impero Ottomano. 109>
È il caso di ricordare due particolari nuovi forniti dall'autore: all'appres­sarsi dell'* Assemblea del popolo l'incarico di sorvegliare e difendere la capi­tale per mancanza di truppe fu affidato alle corporazioni; uo> nel luglio 1821, poi, quando ormai rimanevano pochi focolai di resistenza, un prete di nome Ivanciu, il quale aveva organizzato alcune centinaia di uomini armati, essendo stato catturato e condotto davanti al comandante il corpo di invasione, alla do­manda: Era dolce il sangue turco, prete? , rispose: Giusto quando mi stavo levando la voglia, al momento di prenderci gusto la mia spada s'è rotta .ni) Si nota infine che nella opera di Berindei viene anche considerata come valida una frase attribuita a Tudor dallo storico Bodin. W2') Rivolgendosi ai suoi uomini
E) ivi, p. 175.
103) iw, p. 178.
104) Cfjr. anche NOTIS BOTZAUIS, Visions batkaniques dans la prépartxtion de la Revo­lution grecque (1796-1821), Ginevra-Parigi, 1962, cui Berindei si rifa.
105) D. BERINDEI, op. cit., p. 160.
106) Ivi, p. 219.
107) A. OTBTEA, Tudor Vladimirescu fi revolufia, oit., p. 415.
108) D. BERINDEI, op. et*., pp. 9-10 e passim. io?) Ivi, p. 10.
no) Ivi, p. 152.
1> Ivi, p. 228.
H2) D. Bonnv, Premute la un cura despre Tudor Vladimirescu (Premessa ad un corso su Tudor Vladimirescu), in Revista istorici, XIX (1944), p. 37. Su Bodin si veda quanto detto sopra.