Rassegna storica del Risorgimento

PRINCIPATI DANUBIANI STORIA 1821; STORIOGRAFIA ROMANIA; VLADIMI
anno <1975>   pagina <313>
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T. Vladimirescu nella storiografia romena 313
Come s'è visto gli storici romeni hanno analizzato a fondo la rivolta del 1821, avvenimento di così grande rilievo nella storia di Romania. Essi hanno ricostruito la figura di Vladimirescu, pubblicamente riconosciuto come eroe na­zionale e comunque figura di grande peso storico, chi attenendosi freddamente ai dati storici, chi idealizzandola. Non tutti gli storici hanno attribuito a Vladi­mirescu capacità in campo militare e politico come non tutti sono d'accordo sulle doti morali dell'uomo: come privato Ofetea ricorda che mise insieme, all'inizio la sua fortuna riscuotendo una larga tangente sul prezzo del bestiame che ven­deva per conto del suo protettore il boiardo Glogoveanu; U9) come amministra­tore commise alcuni soprusi e durante la rivolta la sua condotta non fu sempre
rivolta confermano notizie presenti in Adàniloaie e in Neacsu sulla partecipazione di non romeni alla rivolta.
A Dumitru Zaharia si deve la pubblicazione di due documenti inediti sul 1821 di fonte italiana (Dotta docilmente din arhivele italiene. in Revista Arhivelor, 1970, voi. XXXII, 22, pp. 605-615). Il primo è una relazione del nunzio pontificio di Vienna al card. Con­salvi, segretario di Stato, basata su due artìcoli dell'Osservatore austriaco del 1 e 3 mag­gio 1821. Sono notizie, più che altro di colore, non molto originali ma straordinariamente concordanti, in particolare per quanto riguarda il secondo artìcolo (ad esempio quando si parla di una certa delusione e persino di diserzione nelle file oltene) con lo scritto di Iorga del 1906, Un difensore dei poveri; il signor Tudor di Vladimiri (IORGA, Un aparator, cit.). Il secondo documento è una relazione del rappresentante sardo a Costantinopoli, Federico Maria Chirico, al Ministro degli esteri, nella quale, tra l'altro, si afferma che l'esercito ribelle contava 13.000 uomini.
Gr. Stejcu e I. Vataman hanno pubblicato (Un munuscris, cit.) la versione più com­pleta ed inedita delle Richieste del popolo formulate da Vladimirescu. H mano­scritto è dovuto al protosincello Ghenadie già menzionato.
Toma G. Bulat ci porta a conoscenza T. G. BULAT, Noi docilmente privind bunurile ramose de la Tudor Vladimirescu (Nuovi documenti riguardanti i beni rimasti di T. Vla­dimirescu), in Studii, 1971, n. 1, pp. 33-40 che i beni appartenuti a Vladimirescu, lo­calizzati a Cernefi (una casa, un'aia, una vigna, una cantina e un mulino) furono richiesti per farne una scuola ma forse toccarono poi ad uno dei nipoti del capo ribelle o perfino ad uno dei Macedonski che vantava un credito nei confronti di Vladimirescu. Di certo nel 1838 erano già stati comprati da un certo D. Gardareanu.
Andrei Pippidi, figlio del grande storico Dimitrie, nel suo Nicolas Soutzo et la fin du regime phanariote aux pays roumains, in Revue des Études Sud-est européennes, 1968, t. IV, n. 2, pp. 312-338, fa la storia della famiglia che, nei suoi due rami, regnava in ambedue i principati all'inizio della rivolta: i Sufu. È una storia fatta di sangue ed in­trighi, che serve ad intendere nei suoi colori l'epoca in cui ebbe fine il regime fanariota.
Mentre Constantin Bucsan nota come appaiano nei Principati, soprattutto in Mol­davia, tra il '700 e 1*800 nuove concezioni borghesi anche nel campo del diritto (laicizza­zione del diritto, apparizione del diritto commerciale, riforma in senso moderato del di­ritto penale, idee di giustizia, libertà, eguaglianza) (cfr. C. BUCAN, Concepii burghese in pravilele din Xara Romàneascà fi Moldova (Le concezioni borghesi nelle leggi della Va­lacchia e della Moldavia), in Studia 1970, n. 5, pp. 885-895) Die Corfus va a scavare nella biblioteca dell'istituto nazionale Ossolinski di Wroclaw una descrizione polacca della uniforme dell'esercito di Ipsilanti (O descriere poiana a uniformai armatei lui Ipsilanti, in Studu, 1971, n. 5, pp. 1035-1036), articolo in cui è da notare che anche in altre descrizioni già conosciute si accenna a divise russe presenti tra la file eteriste), ed infine Nicolae Liu, sul­l'esempio antico di Virtosu compila una vastissima, eppur incompleta bibliografia sul 1821 [N. Liu, Anul revolufionar 1821 in istoriografia romaneascà.Coniribu(ìe bibliografica (L'anno rivoluzionario 1821 nella storiografia romena. Contributo bibliografico), in Studii, 1971, n. 1, pp. 77-82].
ll9) Cfr. A. OTETEA, Tudor Vladimirescu fi revolufia, cit., p. 119.