Rassegna storica del Risorgimento
PRINCIPATI DANUBIANI STORIA 1821; STORIOGRAFIA ROMANIA; VLADIMI
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1975
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Francesco Guida
limpida. Egli fu comunque espressione di una situazione politica, sociale, economica e culturale in movimento ed ebbe personalità tale -da ottenere la devozione dei suoi soldati e imporsi all'attenzione degli eteristi e dello stato maggiore russo. La sua triste fine ne ha fatto un martire.
Dall'analisi fatta si deduce non solo la vastità dell'impegno della storiografia romena intorno a Tudor Vladimirescu ed alla sua epoca, ma anche, crediamo, la qualità di questo impegno al quale vorremmo soltanto addebitare una certa dipendenza dalla ideologia politica che comunque non inficia l'ottimo lavoro svolto dagli storici di quel paese a noi legato da profondi vincoli culturali.
La storiografia romena inoltre, anche a proposito dell 'insurrezione del 1821 non ha mancato di individuare taluni echi che queste vicende ebbero anche in Italia, echi dei quali però solo alcuni storici romeni come Bodin e D. Zaharia si sono interessati in certa misura mentre una ricerca più approfondita potrà recare elementi nuovi ed interessanti.
Senza voler esaurire questa ricerca che è lecito prevedere molto più profonda, ricordo qui la relazione che un passionista, padre Francesco Molajoni, ebbe a fare presso l'Ufficio di Propaganda Fide, avendo vissuto i giorni della rivolta del 1821, condotta da Tudor Vladimirescu. La relazione è stata rintracciata e pubblicata m) da un romeno, Gazdaru, il quale ci informa, sulla base di altri documenti, che il padre Molajoni non godeva di grande stima e credito preBso i superiori. Nonostante ciò la sua relazione, almeno per quanto non riguarda direttamente la sua persona, sembra per lo più attendibile.
Molajoni fu inviato in Valacchia come vicario cattolico, incarico in quell'epoca abbastanza scomodo causa la dura concorrenza della Chiesa ortodossa, con la quale esisteva tra l'altro una seria controversia a riguardo degli Uniati, i quali fedeli al Papa, mancando di pastori spirituali e pressati dalla presenza se non dalla propaganda ortodossa, finivano spesso per abiurare od andare contro la pratica cattolica.Ul)
Oltre ad un non insolito disagio economico, il Molajoni ebbe anche la sfortuna di esser testimone della rivolta del 1821 e soprattutto della grande paura che attanagliò gli incolpevoli ed i male informati oltre che le classi abbienti.
Dopo aver premesso un breve riassunto di storia romena, il Molajoni inizia a narrare gli eventi successivi al 20 gennaio 1821, servendosi del calendario gregoriano. Egli comincia con l'attribuire ai Greci la morte del principe regnante in Valacchia, Alessandro Sufu, che non voleva appoggiarne le iniziative rivoluzionarie.
La figura di Vladimirescu compare ex abrupto nel racconto: Dopo alcuni giorni un certo Todoro valaco di nascita con un buon numero di Armati si portò ad un monastero cinque giorni circa lontano da Bucarest .122
Il Molajoni assicura che mirava al trono e lo tratta da demagogo (come non ricordare le tesi smitizzanti di 0(etea?).
12) D, GAZDARU, Una relazione manoscritta italiana sulla rivoluzione di Tudor Vladimirescu, Roma, s.d. (forse 1935).
121) Di ciò fanno fede molte testimonianze inedite di missionari cattolici e la varia casistica sui matrimoni misti, cioè tra persone di fede diversa.
,22) Questa citazione e tutte le altre che seguiranno sono tratte dalla eitala relazione del padre Molajoni.