Rassegna storica del Risorgimento
PRINCIPATI DANUBIANI STORIA 1821; STORIOGRAFIA ROMANIA; VLADIMI
anno
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1975
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pagina
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315
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T. Vladimirescu nella storiografia romena 315
Anche Ipsilanti compare all'improvviso nel racconto, ma di lui il buon Molajoni sa qualcosa a riguardo dei servizi resi dal capo et erista allo zar Alessandro I, compreso quello dì salvargli la vita, durante un assedio, rimettendoci la mano destra. H nostro pastonista conferma che il principe regnante in Moldavia, Michele Sufcu e tutti i Greci si schierarono a lato di Ipsilanti, per scuotere il giogo turco. Come Tudor, secondo il vicario cattolico, Ipsilanti aspirava al trono di Bucarest, che già era stato del padre.
Le tappe successive della rivoluzione sono: il massacro di Galani perpre-tato dai Greci (contro ogni legge) ai danni di mercanti turchi e la conseguente fuga generale da Bucarest per timore di una cruenta vendetta turca. Per una cassa si pagò anche 100 o 200 piastre. I fuggiaschi spesso lungo la strada venivano spogliati di ogni cosa dai seguaci di Vladimirescu. Altri Signori... furono visitati... nelle loro tenute .
H 14 marzo prese il comando politico il boiardo Baleanu, mentre fa la sua comparsa il colonnello di 1000 soldati Sava il quale assoldava uomini dopo aver avute delle conferenze con i Signori Consoli, e Bojari . Viene definito Greco di Religione, e molto benemerito alla Corte Ottomana .
Per quanto riguarda la reazione turca, il Molajoni afferma che contro i prudenti ordini del Sultano, i vari pascià ammassavano truppe sul Danubio.
Il 27 marzo i consoli di Mosco vi a e Germania lasciarono la capitale valacca. Mentre Ipsilanti, causa lo sciogliersi delle nevi, avanzava lentamente verso Bucarest, il 3 aprile compare nella stessa città Todoro... con la sua Ciurmaglia, composta di Zingari, e gente di lavoro qual numero appena sarà stato di 3 mila Uomini, scalzi, nudi, senz'arme, ma ben provveduti di mazze, ladri di professione . Subito sorse un contrasto tra Tudor e Sava, il quale con scaltrezza convinse l'altro a fermarsi a Katroecian, distante 4 ore da Bucarest (dovrebbe trattarsi di Cotroceni che anche a piedi non dista così tanto dall'attuale centro di Bucarest).
Il 10 aprile giunge infine Ipsilanti, con parte della truppa, arroccandosi prima nel monastero di Colentina, ad un'ora da Bucarest, poi ritirandosi nella vecchia capitale, Tirgovite, ottima situazione per battersi col nemico .
Essendo tre i capi di una qualche impresa , grande la confusione e maggiore la paura, Bucarest continuò a spopolarsi di chiunque avesse di che temere (la seconda ondata di fuggiaschi è composta di Mercanti e Artieri , cioè di borghesi, e gli storici contemporanei tuttavia affermano che fu la borghesia il nucleo di quella rivolta) e purtroppo per la nostra storia fuggì anche il Molajoni, senza troppo curarsi della sua missione.
Nella sua relazione egli fa in tempo comunque ad attribuire maggiori so-perchierie ai ribelli che ai Tnrchi, sopravvenuti in maggio, e a parlare della fine di Tudor in questi termini: Alcuni giorni prima della venuta dei Turchi (il che è errato, poiché Vladimirescu aveva già lasciato Bucarest) siccome lo Ipsilandi temeva della fedeltà del Todoro, con finti pretesti lo fece incatenare, e tagliatagli la testa, depose per sempre la voglia di regnare qual Principe di Bucarest .
Si è qui voluto soltanto citare una fonte italiana (senza sottolineare le riflessioni che essa suggerisce) ma, come si è già detto, esiste la possibilità di raccogliere un'eco ben più vasta e composita, in Italia, sugli eventi avvenuti durante il 1821 nei Principati danubiani.
FRANCESCO GUIDA