Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (PAPPALARDO-LA LUMIA); CARTEGGI (PEREZ-LA LUMIA); CART
anno <1975>   pagina <318>
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Francesco Luigi Oddo
la storia del proprio paese; come noi fu ai valorosi che trattarono le storie fiorentine, milanesi e veneziane, allorquando i diversi Stali italiani, e la Sicilia con essi, posero valida mano al vario timone d'Italia. Parmi bene scelto il vostro periodo aggiunge padre Vito per soddisfare a non pochi e lievi interessi letterari e civili . Egli condivideva il concetto dell'organicità della storia universale e del suo articolarsi nelle differenziazioni locali; vedeva, quindi, l'utilità delle storie locali come studio delle cause e degli effetti in­sieme degli avvenimenti di portata generale. Utili erano perciò, specialmente, le storie locali correlate con le vicende nazionali ed internazionali, senza di che sarebbero state incomprensibili anche nella loro logica interna. Ed era d'accordo con la concezione del maestro Perez, secondo la quale la storia del passato non doveva anacronisticamente alludere a fatti ed idee del presente, ma solo indagarne e chiarirne la genesi.
Ma, ritornando sull'argomento della precedente lettera, a proposito di prenotazioni per copie della Beatrice svelata del Perez, padre Vito scrive: Che il nostro amico e maestro viva diffidente degli uomini, come voi mi connate, io lo scorsi da ciò; che, avendo io toccato della convenzione 15 set­tembre, ed non volle a me profferirne molto. Vero è che avevo pregiudicato la questione col dire di vedervi un passo: ma il silenzio riflesso del Maestro mi giunse inaspettato e scoraggiante . 10-> Eppure il Perez sapeva bene quanto a lungo quel sacerdote, che gli era stato discepolo, fosse stato fatto oggetto di ostilità e di persecuzione, non solo dal regime borbonico prima del '60, ma anche dalla borghesia reazionaria e dal clero retrivo del Trapanese, per il suo liberalismo ed antitemporalismo, per la sua sottoscrizione dell'appello Pas­sa glia e per la sua fermezza civile e morale. Doveva saper bene il Perez della avversione nutrita dall'ex discepolo nei confronti di ogni subordinazione poli­tica dell'Italia alla Francia. Né io sono del numero di quelli precisava infatti padre Vito, a proposito di quella Convenzione che si pingon tutto color di rosa. La classica convenzione con la Francia a me sembra così piena di buone speranze come di pericoli; e sta a vedere in qua! modo il senno italiano se ne sappia cavare. Sotto il trattato di Villafranca e di Zurigo, i principi spodestati non fecero ritorno; sotto ìa legge del non intervento fu presa Gaeta, occupata la Romagna e il Napolitano: tanto i trattati e i convegni internazionali si traducono in sensi opposti secondo il diverso flusso e riflusso delle opportunità! Nel modo islesso, ove non eia per mancarci il senno poli* tico, può non mancarci il destro di far servire ai nostri vari interessi la pagina del Settembre . Importante, a questo punto, era che la nazione non fosse travolta tra' furori di parte onde l'Italia nostra può dirsi la protomar­tire . n) Auspicava, quindi, l'unità degli intenti, la concordia dei mezzi, la
,0) Lettera n. 282. Il lettore più giovane, il quale volesse conoscere meglio questo grande italiano di Sicilia, può leggere: Y Introduzione di GII/SEPPE PIIMTONE-FEDEHICO agli Scrìtti di Francesco Perez, pubbl. a cura della città di Palermo, voi. I, Palermo, 1898, alle pp. I-CLXIII ed, ivi stesso, alle pp. CLXV-CLXXIX, ELIODORO LOMBARDI, Discorso per l'inaugurazione di un busto civico nella Stazione Centrale di Palermo; R. Di CARLO, // pensiero e l'azione polii, di F. Perez, Palermo, 1936 (la data spiega il conformistico rifiuto del regionalismo del Perez); Euc. Di CABLO, F. Perez e il regionalismo, in Scritti in onore di E. La Loggia, Palermo, 1954, pp. 227-244.
") Ibidem.