Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (PAPPALARDO-LA LUMIA); CARTEGGI (PEREZ-LA LUMIA); CART
anno <1975>   pagina <321>
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// tavolino del Perez
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Padre Vito, il quale non aveva mai ascoltato dal Perez lezioni di storia letteraria e speculativa, che non fossero insieme lezioni di vita morale e poli­tica, affermava, senza la minima esitazione: Se Perez risuscita una sapienza antichissima, fosse o non fosse di Salomone, al eerto non la risuscita senza scopo viva e parlante ai contemporanei .19) E diceva di pensare spesso ai trent'anni, proprio trenl'anni, e non gli pareva vero, che lo distanziavano ormai da quel tavolino di Casa Professa , e di avvertire con gioia che il suo affetto e quello degli altri condiscepoli nei riguardi del Perez era pur sempre quello di un tempo: Voi me lo assicurate scrive all'amico Isidoro ed io lo vedo intuitivamente dentro ài mio animo, oh, questo m'inorgoglisce e mi allegra . *)
Anzi, con gli anni, andava certamente accentuandosi quello ch'è il vero segno dNin autentico sodalizio morale: una sempre più totale comprensione ed accettazione dell'amico, noi suoi sdegni, nelle sue tristezze, nelle sue debo­lezze, attraverso gli sdegni, le tristezze, le debolezze della propria esistenza.
E poi, certamente dietro nuove insistenze dell'antico condiscepolo su quel tema, il Pappalardo, che pensava a Emiliani Giudici, La Lumia, Sampolo, Errante, Mogavero, Par-di, alla Turrisi Colonna, alla Rosina Salvo, e s'avvedeva di non potere contrapporre agli ex condiscepoli ehe occasionali discorsi, arti* coli, opuscoletiti polemici, confessava amaramente: Alla domanda che mi fate perché non scrivo, perché non pubblico qualcosa; io sento svanire per aria i quattro quinti del mio orgoglio e della buona allegrezza; e sento di più. un gelo per la persona e uno struggimento di cuore che non potrei significare a
citato il precedente volume, nella Biblioteca Comunale di Palermo), Perez comunicava a La Lumia di avergli dedicato la traduzione della Sapienza, in via di pubblicazione proprio per le affettuose sollecitazioni del discepolo-amico: L'opuscolo scrive il Perez ha una dedica di poche parole, colla quale appago un antico desiderio di associare pubblicamente al mio il nome di persona a me cara come figlio e fratello; né dico dippiù, perché una inoppor­tuna modestia non venga a sgridarmi . Nella seguente lettera n. 64, Perez chiamava La Lumia uno de' pochissimi, direi quasi il solo, che mi riconciliino con l'umana natura . Sulla cit. traduzione con relativo saggio critico del Perez, si veda I. CARINI, Sul sacro libro detto la Sapienza di Salomone e sul saggio critico del prof. F. Perez, in Nuove Effemeridi siciliane, voi. Ili, pp. 71-83. Nella seconda ediz. di tale opera, 1883, si legga: L'autore a chi legge (prefaz.).
19; Sembra riecheggiato dal Pappalardo un giudizio di B. Gas ti gli a, nella recensione citata alla nota precedente: A Dante, ad Alfieri, a Foscolo fariano ora degno seguito i poeti dell'età attuale. Quali i Profeti, il Vangelo, l'Alighieri, avrebbero anche questi nell'ar­cano di Dio, nel sangue di Gesù, nel martirio, nell'estasi e nella pace de' santi trasfuso le consolazioni, i desideri, le dottrine, i rimedi, che dagli uomini dell'epoca presente diman­dai! si. Ignoro se Perez, dandosi a tradurre l'Apocalisse, vedesse esplicitamente quanto è detto fin qui. Questo so, che e1 sente a pieno l'età tra cui vive, e che le sue traduzioni bibliche rivelano in lui il fermo disegno di rinnovare a nuovi elementi la poesia d'Italia. L'Apocalisse, colla sua sovrumana straordinarietà nelle imagi ni, l'Ecclesiaste colla sua sa­pienza risoluta, bizzarra, gigantesca, gli son parsi libri nel proprio intento, giovevolissimi per lui. Il vigore dell'ingegno il porta a un immaginare profondo, ad un esprimere ardito. L'età il sospinge a una poesia civile, ove Iddio, l'individuo, la patria si compenetrino, per dir cosi, nella sapienza, ne' bisogni e nelle illusioni attuali. L'esempio di Dante gli parla nell'anima; l'osare di Alfieri e dì Foscolo lo spronano e il guidano. Tutti e tre, qua e là, trassero fantasie, concetti, modi da' sacri libri (pp. 84-85).
2) Lèttera n. 284.