Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (PAPPALARDO-LA LUMIA); CARTEGGI (PEREZ-LA LUMIA); CART
anno
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1975
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pagina
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322
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322 Francesco Luigi Oddo
parole. Carissimo e dolcissimo Sig. Isidoro, ammesso pure per non rinnegare i dona di Dio che fosse in me qualche ingegno e qualche buona attitudine a lavori d'ingegno, qual prò con addosso la cara famiglia del defunto venerato mio padre 10 figliuoli in tutto di cui mi sono svincolato insieme ai giovani anni; e con una nemica fortuna e non è locuzione da retore che mi ha guardato sempre in cagnesco! Adunque, contentatevi che io mi rimanga in silenzio e plausibilmente bene in salute, dopo il sacrifizio della mia giovinezza a' miei fratelli e sorelle, che adesso vanno Senza di nie.21)
Nella risposta non è cenno ad una caduta di tante generose ambizioni e ad una profonda stanchezza morale, che potevano essere i dolorosi effetti di tante disavventure politiche sotto i Borboni (detenzione, soggiorno obbligato, sorveglianza speciale, impossibilità di comunicare impunemente con gli amici esuli, difficoltà di impiego) e di tante disavventure ecclesiastiche e non ecclesiastiche sotto l'invocato regime, che ora consentiva a sfrontati voltagabbana e bricconi ambiziosi di arraffare i migliori posti e i più succosi profitti, lasciando con indifferenza che sprofondassero nell'ombra, confusi e nauseati, i timidi e i puri, benché artefici disinteressati e generosi del suo avvento.
Nella stessa lettera del 5 settembre 1871, gli accenni premurosi a preno* tazioni e versamenti per pubblicazioni di Perez e La Lumia non vietano che ad un tratto sorga anche l'austero fantasma di stoiche virtù del principe Col tone di Castelnuovo, anch'esso familiare al tavolino del Perez : La vostra monografia sul principe di Castelnuovo22) è da storico positivo, e mi pare, come ogni cosa vostra, tutta oro. La materia storica prende vita dai criteri, dall'ordine, dalla sicura concatenazione di cause e di effetti; e voi conoscete bene quest'arte, senza ricorrere a vaghezze di sistema .a)
Pervasa di sincero accoramento e di profonda malinconia è l'ultima (tra quelle della Comunale), breve lettera del 10 aprile 1873, in occasione della morte della signora Gdovannina, moglie del Perez, chiamato ancora una volta nostro venerato Maestro . Padre Vito non si sente la forza o il coraggio di scrivere parole di condoglianza all'afflitto vedovo: l'amico Isidoro, il più vicino e legato a lui tra tutti i discepoli di un tempo, è il più adatto ad esprimere il dolore di tutti, come il maggiore di tanti fratelli : Voi solo, carissimo amico, rappresentate sì bene innanzi a lui gli antichi discepoli e adempite tutti i nostri doveri .24)
D'altro non sappiamo, in proposito, se non d'un breve scritto commemorativo pubblicato a stampa da La Lumia; forse quello di cui il Perez diceva: più che un gioiello deposto sulla tomba della moglie. All'amico e figlio mio cosi gli si rivolgeva Perez ricordava la stima di Giovannina per lui e riferiva: Spesso, e qui, e nell'esilio, e sempre, mi parlava con orgogliosa compiacenza di voi, perché neH'ammirarvi, cittadino ed amico, illudevasi che una qualche influenza io avessi esercitato nello sviluppo di quelle egregie doti
2!) Ibidem.
22) Carlo Cottone Prìncipe di Castelnuovo, in Nuova Antologia, 1872, poi edito presso Pedone-Lauriel, Palermo, 1872.
2*> Lettera n. 285.
2*) Lettera n. 286. I. La lumia pubblicò l'opuscolo, di sei pagine, In morte di Giovanna Perez nata Minneci, Palermo, 30 marzo 1873 (il decesso era avvenuto il giorno prima). Non pare che tale opuscolo sia estratto da qualche giornale palermitano.