Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (PAPPALARDO-LA LUMIA); CARTEGGI (PEREZ-LA LUMIA); CART
anno <1975>   pagina <323>
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Il tavolino del Perez
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per cui v'amò sempre e ammirò . Ed illuminava altri particolari di un quadro, che possono sembrare, ma non sono affatto estranei alla scuola di cui cer­chiamo di parlare : Singolare predilezione per una donna cresciuta tra mo­nache, e tutt'altro che legatrice di romanzi, e di scritti a spiriti forti, così il Perez ammirava sinceramente quella romana virtù, ond'erasi tolto ad una prolungata agonia [il Castelnuovo, di cui si parla, si era lasciato andare per fame], Più sovente negli ultimi giorni, a mia insaputa, faceva ricordo di lui; e diceva come avrebbe avuto la forza d'imitarne la fine, se non avesse temuto di recare maggiore dolore a me ed a' figli. Quand'io, da lei chiestone, le recitai quelle parole che poi lessi all'inaugurazione [del monumento nell'omonima piazza di Palermo] non so dirvi con quale intelligente consenso si commovesse a' tratti che meglio ritraggono la serenità di una pura coscienza, e dissemi come delle cose mie nessuna era stata da lei compresa e gradita quanto quella ora­zione; e quando io ricusava andare a leggerla, non solo mi pregò che ci andassi, ma segretamente pregò gli amici e i parenti che mi esortassero anch'essi . Giova pure ricordare, a proposito della signora Giovannina, quest'altra annotazione autobiografica del marito: Nel 1835 presi a moglie- la mia Gio­vannina; e d'allora una lotta continua nell'animo mio tra' doveri di marito e di padre, e quelli di cittadino; lotta in cui, aiutato da' nobili istinti della mia compagna, che mai si dolse di quelle che altra avrebbe chiamato imprudenze, potei sempre far trionfare gli ultimi su' primi .
Nelle espressioni di padre Vito è facile scorgere un animo suscettibile, ma, al tempo stesso, profondamente cavalleresco; uno spirito rassegnato, ma tanto insoddisfatto, quanto ricco di aspirazioni generose; la mestizia interiore di un uomo riserbato, che tuttavia non dava respiro ai nemici più o meno scoperti, come provano le brillanti e taglienti: polemiche, che pur trovava il tempo di scagliare in faccia a chi menomamente s'azzardasse a mettere in dubbio la sua linearità morale e civile, o attentasse alcunché alila sua fierezza e dignità di uomo libero.
Seppure vi fosse qualcosa di singolare ed autentico in quella sua inflessi­bilità ed in quel suo sdegnoso far parte per se stesso, non possiamo escludere certamente una profonda influenza su di lui, uomo e sacerdote, della lezione pereziana; da questa derivava quell'arditezza morale e civile, quel certo tipo di orgoglio, per così dire laico, che la coscienza sacerdotale controllava ed addolciva sempre alcun poco, giammai però riusciva a far tacere. Inoltre, da quella corrispondenza è confermato implicitamente qualche aspetto dell'altro, dell'uomo Perez : un certo pessimismo, una certa diffidenza del maestro , nei confronti del genere umano. D'altronde, uomo di studi tra i più valenti del suo tempo, ma insieme amministratore, alto funzionario, magistrato, poli­tico (per due volte anche ministro), coraggioso rivoluzionario sempre, nel senso più profondo e serio del termine, il Perez aveva potuto sperimentare, assai più di tanti altri, la vigliaccheria, la doppiezza, l'opportunismo, il pagnot-tismo di troppi individui, per credere che in seno al genere umano prevalesse la ricchezza dello spirito.
Errava certamente padre Vito quando però credeva che il Perez potesse
25) Lettere di Perez a La Lumia ciL, n 84, del 3 aprile 1873.
26) /pi, lettera n. 19: .si tratta di una lunga Ietterò autobiografica, alla quale si farà, più avanti, frequente ricorso.