Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (PAPPALARDO-LA LUMIA); CARTEGGI (PEREZ-LA LUMIA); CART
anno <1975>   pagina <324>
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324 Francesco Luigi Oddo
non nutrire un costante affetto per lui; si trattava, al contrario, di un affetto tanto sincero, si può dire tanto paterno (benché il Perez fosse maggiore soltanto di sei anni), da consumare senza residui quel non lieve diaframma psicologico, che per il Perez, nomo di cultura " ghibellina ", poteva altrimenti costituire la veste canonicale dell'amico discepolo.
Si trattava di un affetto che, con gli anni, andava anzi assumendo maggiore dolcezza, come prova la successiva corrispondenza del Perez, per ciò che ne emerge a proposito di padre Vito: corrispondenza non solo con La Lumia, ma, in seguito, anche con Rosario Salvo di Pietra ganzili, fratello di quella poe­tessa Rosina appartenuta tanto al sodalizio politico, che alla'scuola letteraria di Perez.
Anche a non voler dare eccessivo rilievo alle affettuose espressioni di fiducia e di gratitudine di questo nei confronti dei fratelli Pappalardo e degli altri ex discepoli nelle frequenti occasioni di diffusione tra i comuni o rispet­tivi amici di questo o quel suo scritto politico o letterario, non possono pas­sare inosservate certe effusioni nostalgiche corse tra il Maestro e i discepoli e tra i discepoli stessi, nel nome per dirla con il Pappalardo del maestro non temporaneo , cioè non soltanto di una breve stagione, ma d'una vita intera, dominata per dirla ancora una volta con il Pappalardo da quel mondo ideale che la voce di Perez mi creò nella mente.
Probabilmente, non era per mezzo di una conveniente messe di capolavori letterari che padre Vito era venuto realizzandolo; ma l'aveva realizzato me­diante certe scelte improntate alla coerenza, alla dignità, al coraggio morale e civile, nella divisa di una diritta e ferma coscienza. E come valutare il poten­ziale educativo di un tal modello di vita?
Come tutte le scuole più degne 'di questo nome così abusato, quella del Perez non era stata soltanto uno stimolo ed una guida a studi e ricerche di vicende letterarie e speculative, ma occasione per delincare, attraverso quei fatti, le espressioni; attraverso le espressioni, le risposte degli uomini alle prove imposte dalla storia passata; attraverso quelle esistenze transeunti e diverse, i più austeri modelli di uomo libero, per una società di uomini liberi. A quegli austeri modelli sommi tra essi Dante, Parini, Alfieri, Foscolo si era acceso il forte animo dei migliori allievi ed, a sua volta, quello degli allievi di quegli allievi.
Nella bellissima lettera da Firenze, nella quale rievoca la cerimonia com­memorativa ed -il suo discorso per Foscolo a Bellosguardo, al ritorno delle ossa del Poeta dall'Inghilterra, Perez conclude quasi ancora tremante per le sconvolgenti emozioni provate in quegli ultimi giorni: Ed ora tutto è passato; ma la memoria di tante care emozioni vivrà con me. Oh, se fosse meco il mio Isidoro e Pappalardo! .23) Foscolo li univa non soltanto per l'amore della -libertà civile, per il culto della tradizione spirituale del proprio paese e delle patrie lettere ed arti, per la religione della poesia, per l'impegno civile
27) Lettera n. 282, cit. Si legga, a questo proposito, il carme epistolare di un altro antico discepolo, Carmelo Pardi, Al Commendatore F. P. Perez, per il suo onomastico, Palermo, 1873, di poco posteriore alla morte della signora Giovannino, in cui l'Autore chioma Perez col reverente affetto, che non muta la vicenda del tempo... 0, più che padre, a me maestro e duce degli anni primi... .
28) Lettere Perez a la Lumia cit., lettera n. 65, da Firenze, giugno 1871.