Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (PAPPALARDO-LA LUMIA); CARTEGGI (PEREZ-LA LUMIA); CART
anno
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1975
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pagina
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325
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II tavolino del Perez 325
della cultura, ma anche per il suggestivo ricordo di tempi difficili, ma ricchi di spirito di lotta e di esaltazione ideale: memorie carissime, ora, tra la prosa degli opportunismi conosciuti, delle viltà sperimentate, delle illusioni perdute, della fisica decadenza, della solitudine senile.
In altra lettera,29) Perez scriveva a La Lumia: Cara oltremodo mi giunge la lettera scrittavi dal nostro Vito; ed io vi prego ringraziarlo delle affettuose parole che usa a mio riguardo. Il cuore senza tempo è frase che risponde pienamente a quanto io sento per voi e per lui e pe' pochissimi che vi somigliano. Verissimo è pure quanto egli presume circa alla esultanza vera datami dal richiamo degli avanzi di Foscolo, e lascio a lui ed a voi intendere con qua! senso di religiosa devozione io abbia accompagnato quel feretro da Susa a Firenze... Era una specie di sacro voto ch'io scioglieva davanti a quell'urna che vista in fantasia fin dal 1833, m'aveva iniziato all'amore della patria e della gloria. Qual misterioso riavvicinamento di epoche! Era qualche cosa che può sentirai, ma non esprimere.
Né gli erano certamente indifferenti i giudizi dei suoi ex-aMievi sulle sue cose letterarie: Nelle parole -di Vito su' versi della mia Sapienza scrive Perez -a La Lumia, con qualche apprensione m'è parso di leggere ch'ed li trovi alquanto fiacchi. Eppure ho la coscienza che siano i migliori, o meno cattivi de' versi ch'io abbia scritto; ma ardisco predire che quand'ei li avrà riletti due o tre volte, sarà pure del mio parere. L'armonia di que' versi è-sì intimamente connessa a' pensieri e alle immagini, che senza pienamente far propri e gli uni e le altre, non riesce ad apprezzarla. A me riescono i più vigorosi ed armonici che abbia scritto; ma forse m'ingannerò; e voi sapete come sia intenso l'amore de' vecchi per la tarda lor prole.30)
Alcuni anni dopo, appreso rincontro, a Trapani, fra l'amico Vito ed il Pietraganzili (viceprefetto in quella città), scriveva a quest'ultimo: Pappalardo è una natura eletta, di quelle ch'è ben difficile incontrare; e senza esagerazione vi dico che, a lui pensando, non so pensar cosa che non sia alta e gentile. Io l'amo più che figlio, più che fratello, e ve lo raccomando quanto più so e posso.31) Poco oltre, rammenta: Sono stato altra volta in Trapani, ospitato, e troppo signorilmente, dall'angelico mio Pappalardo. Non ricordo il monumento arabo-normanno da voi accennato e del quale giustamente lamentate l'incuria. Spero vederlo altra volta, quando, fatti i patti con Pappalardo, potrò venire a Trapani, senza timore dell'eccessiva amabilità . **) Probabilmente, il Perez alludeva a sua precedente gita a Trapani, per pronunciarvi il discorso ufficiale nell'inaugurazione del monumento a Giuseppe Garibaldi, su invito del Municipio intermediario il canonico Pappalardo (figuriamoci i commenti del clero retrivo).
In una delle lettere autobiografiche del Perez sollecitate dal Pietraganzili, per averne informazioni sulla questione della cultura politica e letteraria in Sicilia, prima del 1848, così Perez concludeva: Un mezzo'eccellente vi resta,
*) Ivi, lettera n. 69, da Firenze, 7 luglio 1871.
3) Ibidem.
31 ) Lettere di F P. Perez a Rosario Salvo di Pie t ragù nzili (presso la Biblioteca Nazionale di Palermo). Anche in Lettere di F. P. Perez a R. Salvo e a F. Evola, con note di N. D. EVOLA, estr. Archivio storico siciliano, N.S., anno LTV, Palermo, I934-XIII, Iett. Vili, da Palermo, 1 maggio 1888, pp. 14-15.
32) Ivi, p. 18.