Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (PAPPALARDO-LA LUMIA); CARTEGGI (PEREZ-LA LUMIA); CART
anno <1975>   pagina <328>
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Francesco Luigi Oddo
sarebbe slato la originale soluzione tecnica d'un vecchio problema politico ed amministrativo preunitario, ricercata e raggiunta mediante travagliose discus­sioni, consultazioni, meditazioni. Né anche i discepoli del Perez, dia prima del 1843, sia dopo quell'anno del Primato, dovettero perciò restare estranea alle riflessioni ed alle discussioni del loro giovane entusiasta Maestro, tanto labo­rioso nello studio dei più gravi problemi politici ed amministrativi di una moderna società, quanto nella ricerca letteraria, filosofica e storica. Questo im­porta principalmente dire a proposito delle idee civili e religiose dibattute in quella scuola: i discepoli, pur quelli che indossavano una veste religiosa, come Giudici, come Pardi, come i fratelli Pappalardo, avrebbero rifiutato alla stregua del Maestro una primaria ipoteca clericale nella futura fede­razione italiana; il che non contraddice con la indisposizione del Perez, dichia­ratamente espressa più d'una volta anche nella sua privata corrispondenza, contro ogni forma di giacobinismo anticlericale, contro ogni persecuzione agli ordini, agli istituti ed agli ideali religiosi; tale da fargli dire che era un pessimo uomo politico quell'uomo che ai dicesse e si comportasse da anticlericale.
Accanto alla prestigiosa lezione del Romagnoli, alla quale attingevano, devoti, maestro ed allievi, operava una tradizione di pensiero laicistico e ra­zionalistico, che impediva tuttavia a se stesso di trapassare in un ottuso ed antistorico anticlericalismo. Non doveva, inoltre, essere privo di influenza, anche letteraria, il fatto che zio materno del Perez era un tal Giuseppe Salvatore Jannelli, il quale, partito a 18 anni dalla Sicilia così ricordava il Perez si gittò nelle vicende di Francia, militò co' Francesi in Italia; ebbe varia fortuna e costanti aiuti da mio padre; e fu, da ultimo, generale ed aiutante di Campo di Re Murai, Tradusse Meli in versi italiani, di cui vidi un tempo un volume stampato. Scrisse ima tragedia del caso della Sanfelice, e la vita di Murai, che, manoscritte, conservansi dal suo genero in Napoli, Francesco Pianelli, padre del Generale .33)
Anche questo rapporto familiare potrebbe essere un canale non pura­mente libresco e scolastico tra quelli per i quali il giovinetto Perez giunse al culto del Foscolo.
Fino ai tredici-quattordici anni, il Perez aveva studiato privatamente, col risultato, dice egli stesso, di sapere appena far qualche verso : il che può significar poco, è vero, ma può anche significar molto; sa tratta di vedere, oltre che la qualità estetica del verso, l'idea che lo sostanzia. Quindi, un incontro sconvolgente: presso un rivendugliolo, con un volume di tragedie alfieriane, la cui lettura fu per B ragazzo quasi scintilla animatrice . 39> Assai più importanti avrebbe il Perez giudicato i suoi studi letterari universi­tari presso il Nasce, professore da retorica ed eloquenza, il quale avrebbe in lui infuso, come a tutti sapea , non soltanto erudizione e dottrina, ma, anche e soprattutto, un'immensa passione per gli studi letterari. Accanto a questi il Perez coltivava diversi altri interessi per le scienze politiche, eco­nomiche, sociali, studiando il diritto di natura con lo Zacco, mediocre, ma amorevolissimo uomo . *) Curava anche gli studi dell'arte in ogni sua espressione, per cui, agli studi letterari ed alla precocissima laurea in giurispru-
38) Ibidem.
39) Ibidem. ) Ibidem,