Rassegna storica del Risorgimento
SALFI FRANCESCO SAVERIO
anno
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1920
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pagina
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256
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ARPI
Nello stalo di conturbazione in cui mi trovo, poiché vi sento sulle mosse gel fpg scrivo non per empiere < commissione incaricatami come aiyjelE fàMià d avrebbe niellato, ma per adempier il dovere di una risposta qualunque al ostro comando.
Non vorrei ripetervi quanto, deve esservi' noto deli)'infanzia, e della prima gioveatu di vostra 1 li pugaaoa lasciarvi un vuoto in questa parte della sua, lsip m- i-imé :che eia bambmo quasi appena slattato tipi ì vìvafeit'à. Iella sua fisonomia, e Ifr gftie della mlatìa. allettò: jss'd vsdtp donna "Orsola tPaveraise, che lo richiese ai suoi genitori. Questi girono docili a oonGèdlielQ, e da quel momento qua! suo figlio lo telilo in casa- propria. '(MovaaitÉio: lo avviò per lo statò cMesasMè:, eif un tal sacerdote Branca allievo della scuola gesuitica lo istruì pei primi rudimenlS: della lingua latina, nelle belle lettere e nìosoéft. Da- (pesta scuola passò allo studio di D. 'G-io. Bo;testio da cui apprese elemenM di storia, isèolo-gìa e morale. Era qui fé aìicoiai minorista quando la ;3?av emise se ne mori, dopo averlo dotato di un suo fondo nella contrada detta Paparelìéj che se lo costituì a -pàtirnnó:n, rientrò nella famiglia dei genitori. Qui comincia la sua carriera fortunosa.
Ordinato suddiacono aprì una scuola pòi .'ragazi>; iBgli siccome avea una somma alacrità d'ingegno ed assai voglia d'apprendere non fu tardo a procurarsi 'l'araiéizia di Kefrro iOIausi ;aliiev dola] scuola di Genovesi, del Can.co ìtÉfBjg -. gagliardi, e del pig BafE. Mazzuca, Il primo gli fece" conosCTere !e> matematiche delle quali er.a ancor nudo affatto-, il secondo ch'era stato educato dai gesuiti li iacea gustare lo spirito delle lingue1: latine, e italiane, l'in-duceva a conoscere il greco, comunque lo insegnava il grecista di allora D. Liborio Veliere il terzo lo iEumtnaya ;dei. vedi prmeipj della sana teologia e della moralfls
Pu allora ch'egli guidato da tali ami dei quali eqraeaiiava la conversazione etee conobbe fruttar "fe- .erroneità; della' sua prima ìstatuzione, e giovine com'egfò'era non seppe tacersi, redi anzi levò quasi bandiera contro la- '.pedanteria e la scolastica. Potestio ne restò offeso nel più, intimo dell'animo BU '' -P-PBÌ?è4i1a3p lo accusava'ài libertino, d'infrangesatok Li contrasse un altro suo aiffévro j un tal Bruno Turano a (sui feeea; pnife -.Meli Hitapterpso' contegno, ed amena letteratura, ma non sapea lì Turano elevarsi alleilo di 0ffcM> zio, restò tapino. Vostl-ó;, jsift iafenlÌQ-H pffi>' iiÉ; Wetttiifio -l'amico miamo-del'OiausiY, Qaglarf e Mwmk efl Jlheompaignone dei giovani allievi 'del alatasi co B. IIÉÉ tìpo, Marchesino B.