Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (PAPPALARDO-LA LUMIA); CARTEGGI (PEREZ-LA LUMIA); CART
anno <1975>   pagina <329>
immagine non disponibile

Il tavolino del Perez
329
denza sollecitata soprattutto dal padre aggiungeva una buona pratica del disegno formata alla scuola del Patania. Questi gli. fece conoscere il pittore Giuseppe Meli, al quale il Perez adulto ammetteva di dovere non poco della sua cultura, del suo gusto, dei suoi criteri critici, almeno in questo campo. A questo pittore il Perez attribuiva però soprattutto il merito di avergli fatto conoscere Foscolo, nel senso, più probabilmente, di una diretta e completa lettura delle opere, anche di prosa critica, storica, polemica, ecc.
Di tale opera confessava, più tardi, di essere divenuto idolatra.4I) Il Meli, a sua volta, gli presentava altri valorosi giovani, come i fratelli Be­nedetto e C. B. Castiglia, d futura compilatori -de La Ruota., e D'Alessandro, con i quali Perez istituiva un sodalizio di studi, d'emulazione... un italianismo ad oltranza, non soltanto nel senso di una Sicilia sottratta ad una certa stagnazione intellettuale e morale, frutto di parziale isolamento, ma anche nel senso di un'Italia richiamata dalle nenie bigotte a' virili obliati sensi della letteratura d'Alfieri e di Foscolo:42) la spiritualità classica (in quanto rinno­vamento della coscienza estetica, non in quanto formula alla moda, ed alla moda straniera), sarebbero state indivisibilmente acquisite dal Perez appunto nelle particolari forme pariniane, alfieriane, foscoliane, ed anche montiane per quel che di più nobilmente classico e romantico aveva costituito anche* il mondo poetico mondano. Sempre maggiore consistenza avrebbe assunto, in­vece, un suo viscerale rifiuto d'ogni espressione p opulisfcieo-erisfciana, alla ma­niera dei manzoniani (per la Sicilia, si veda il Bisazza), e crepuscolare-simbo-listìca, alla Victor Hugo prima maniera.
Bisogna distinguere tuttavia questo sodalizio (al quale si aggregarono Ro­sina Muzio Salvo, Stabile, Errante, Bertolami e altri), di cui Perez era una delle personalità più vigorose e coerenti, e le cui esperienze ci rammentano i futuri amici pedanti di carducciana memoria, dalla scuola privata di lette­ratura, istituita dal Perez intorno al 1838: scuola, tuttavia, ricca dei migliori succhi prodotti da quel sodalizio giovanile, che, sulla sponda economico-gin-ridico-sociale, **) annoverava personalità come quelle di Emerito e Michele Amari, Francesco Ferrara, Francesco Crispi ed altra, ed era perciò animato da una vivacissima e fecondissima dialettica intellettuale, morale, civile. Meli, per esempio scriveva il Perez rappresentava l'uomo a larghe e spassionate vedute; imparziale al merito degli stranieri, di cui Casti gli a ed io non vole­vamo sentir parlare neppure. Gasliglia il polo opposto di Meli. D'Alessandro mite, lento, tramezzava i due estremi. Da ciò, perenne, uno scambio d'affetti e d'idee, un moto intellettuale e morale continuo, parlando e quistionando di tutto, bevendo alla salute di questo o quel grande, d'Alfieri, di Washington, della libertà, dell'Italia futura, che noi dovevamo riscotere dal letargo: tutti i classici, intanto, e Dante su tutti, letti, riletti, mandati a memoria, veramente sentiti, e una febbre comune di gloria.44)
La nuova cultura berchetiana-manzoniana, per dir cosi, della quale in Sicilia non fu sempre avvertito pienamente il valore politico-sociale, intorno
4i) Ibidem, ) Ibidem.
43) Espressione notevole di questo gruppo fu il Giornale di Statìstica, al quale anche Perez inviò qualche suo articolo.
44) Lett. 19 cit.