Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (PAPPALARDO-LA LUMIA); CARTEGGI (PEREZ-LA LUMIA); CART
anno <1975>   pagina <331>
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Il tavolino del Perez
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Romantico, nel più alto senso del termine, analogamente, può essere con­siderato il Carme in morte di Ugo Foscolo, dedicato, da lì a poco a G. B. Niccolini, che il Perez avrebbe, in seguito, più. volte richiamato, insieme con 1 carme per Bellini ed il carme per la morte di Scinà, volendo orgogliosa­mente ricordare i primi tre canti veramente liberali e patriottici, nel senso dell'Italia risorgimentale, levatisi dalla terra di Sicilia.48)
Accennando a quel suo carme per Foscolo, Perez annotava: Fu dav­vero la scintilla che divampò nella nascente gioventù di tutta Pisola. La Fa­rina, Bisazza, M-itchell e altri, in Messina, me ne scrissero... e fecero eco colà col Faro e altre pubblicazioni. In Palermo, e dopo qualche anno ancora, ven­nero aderendo e informandosi alla mia scuola di libertà ed unità italiana Er­rante, Bertolami, Pardi, Rosina Muzio Salvo e, poco appresso, come allievi delle lezioni ch'io dava in mia casa, Giudici, allora frate domenicano, che poi si chiamò Emiliani Giudici, Vincenzo Errante, Michele Bertolami, Carmelo Pardi e altri.49)
Questo passo attesta chiaramente come la scuola italiana indichi una so­lidarietà culturale e politica, nel rispetto delle più autentiche vocazioni "na­zionali", mentre le lezioni in mia casa indicano il vero e proprio magistero letterario, storico, filosofico, estetico, ecc. esercitato dal Perez, in connessione, logicamente, con la scuola italiana, come già ai è detto. Nella storia dell'una e dell'altra scuola divenuto il Perez, intanto, anche marito e padre il 1837 segna una data fondamentale. Da tempo, è vero, andavano consolidandosi in lui certe convinzioni politiche, molte delle quali in forma si può dire de­finitiva: per esempio, a proposito dell'organizzazione amministrativa dello Stato, del sistema di rappresentanza democratico, del metodo elettorale, sia relativamente alle elezioni amministrative come a quelle politiche; Perez era ormai orientato verso un federalismo il più liberale possibile: quello che avrebbe propugnato nel Parlamento siciliano del 1848: un federalismo che non fosse più oppressivo, per l'esistenza politica, sociale ed economica dell'Isola, di quanto non fosse il centralismo napoletano.
In aperto contrasto con la scelta indipendentisti ca di una certa parte del­l'opinione aristocratico-borghese, non escluso Michele Amari, al quale avrebbe rimproverato diversi anni più tardi di essere divenuto un sostenitore della più dannosa centralità italiana, Perez aveva idee chiarissime, ricercate con scrupo­losità scientifica, ma anche sotto l'impulso di caldi sentimenti di dolore e di umiliazione : ... dopo il '37, le sventure della Sicilia e le tendenze accentra­trici del Ministero Napoletano, m'aveano fatto sentire d'essere Siciliano, e da questo nuovo sentimento combinato coll'antico i miei principi di libertà fede­rale, avvalorati da forti studi politici . 3)
Dobbiamo attribuire a questi studi dal Gibbo n, al Vico, al Roma gnosi; dal Thiers al Bastiat e Emetico Amari a Scordia gran parte dei motivi cul­turali politici ed amministrativi, sui quali il Perez avrebbe costantemente insi-
48) Scrissi, e Brisolese stampò, il Carme in morte di Foscolo. La polizia me ne seppe autore; ma non ne ebbi persecuzione... perché l'idea d'Italia che informa quel Carme pa­reva innocua in Sicilia, tanto aliena dalla mente di tutti : cit. leit. 19. Poco oltre il Bri­solese fu condannato e relegato a Ponza, dove fu fatto morire, o mori di stenti.
*> Lettera Perez a R. Salvo cit., lett. X, da Palermo, 17 novembre 1888, p. 24.
50 Lettera 19 cit.