Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (PAPPALARDO-LA LUMIA); CARTEGGI (PEREZ-LA LUMIA); CART
anno
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1975
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pagina
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336
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336 Francesco Luigi Oddo
Con il Foscolo, riteneva poi il Perez he alcune difficoltà cronologiche to aero dovute a posteriori inserimenti da parte di Dante di queste o quelle tonfine.
La Beatrice Svelata e ciò si ripete per mettere in rilievo i contenuti e lo spirito delle lezioni dantesche del Perez, fra il 1838 ed il 1847 rappresenta tutta Tina successiva documentazione erudita delle condizioni storico-culturali e della interpretazione delle figure dantesche schematicamente tracciate fin da quel suo primo discorso Sulla prima allegoria : testimonianza la più convincente della strenua applicazione filologica, storica, speculativa, ecc. di Perez nel tempo delle sue lezioni, e dell'esempio di ricerca scientifica, applicata allo studio dei documenti letterari, che egli forniva, come testimonia il Pappalardo, ai suoi discepoli, precorrendo la scuola storico-filologica.
La minuziosa lettura della Vita Nova , del Convivio e della Commedia fin da quegli anni rendevano il Perez adattissimo ad una veramente profonda traduzione italiana della Monarchia , approntata durante l'esilio, ma pubblicata soltanto dopo la morte dell'Autore: traduzione degna di ogni considerazione per la profonda conoscenza e le puntuali verifiche del pensiero classico e cristiano aflhiito nella Monarchia .58) Vale la pena di riferire un concetto di Perez relativamente alla Monarchia , espresso nella Beatrice Svelata , e che può farci risentire, dopo tanto tempo, uno squarcio di lezione, di quella lezione, appunto, che era letteratura, eloquenza, estetica, storia, filosofìa, politica, tutto : Certo, fra quante società perfette ideali vennero fantasticate finora, da Platone a Cabet, nessuna si presenta meno tirannica di co-testa; nessuna rinnega meno la sacra libertà dell'individuo e de' complessi intermedi tra esso e l'umanità. Ma pur sempre ha comune colle sorelle Utopie l'erroneo 'liberticida concetto che, a conseguire le migliori condizioni di civiltà, sia mestieri preconcepirne un tipo, ed imporlo, funesto concetto, che s'è aggravato come incubo su tanta parte d'Europa. E donde infatti movea se non dal preconcepire un tipo di produzione, circolazione e consumo de* valori economici, quel protezionismo, che, provocando su ciò la perturbatrice ingerenza dello Stato, facevalo ingiusto distributore di privilegi e d'aggravi, soldato della spoliazione; e si traeva a guerra le classi e le nazioni. A che altro, fuorché al desiderio di preconcepire ed imporre un tipo di Nazione possente e civile, o di Popolo fraternizzante in uguaglianza economica, s'inspirano que' sistemi di Centralità e Socialismo, che, assorbendo in sé tutte le autonomie, sì private che pubbliche, e provocando la dissoluzione sociale, altra conclusione non hanno che il Cesarismo? Non per altro mezzo (a dir tutto) ovunque e sempre gli ambiziosi riuscirono a impastoiare le nazioni, che coll'estendere ed imporre un tipo di perfette condizioni civili, pur negando le sole assegnàbili, le sole vere e degne dell'uomo: quelle cioè che resultino, non preconcette e spontanee e, quanto men coartate, più certe dalla libera espansione di tutti i diritti, di tutte le autonomie sociali! L'Alighieri cercava il modo onde, fra tutte le nazioni, si possa serbare inalterata la pace; né vide come il mezzo migliore ad averla l'unico, anzi, semmai fia possibile quello sarà che, annodandole per naturale e crescente vincolo di simpatie, d'interessi e d'idee, le farà tutte ugualmente disposte e interessate alla pace. Non vide, né veder potea tanto. Era serbato alla scienza economica presentire e affrettare quel giorno, in cui la universale libertà dei commerci materiali, intellettuali, morali alimentati dovunque dal pieno sviluppo d'ogni umana operosità, e le anonime asso-
58) V. tale traduzione negli Scrìtti di Perez cit., voi. IV.