Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (PAPPALARDO-LA LUMIA); CARTEGGI (PEREZ-LA LUMIA); CART
anno
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1975
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pagina
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337
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< Il tavolino del Perez 337
dazioni, accomunanti forze economiche e intellettuali da tutte le parti del mondo sopra ogni parte del mondo, renderanno i popoli sempre più solidali tra loro; distruggeranno le selvagge antipatie nazionali, e con esse la vecchia adorazione del Dio-Stato, che le alimenta e sen giova; faranno sì che solo un princìpio resti a distinguere le Nazioni: la necessità di spartire il lavoro materiale e morale, secondo le incancellabili varietà di luoghi, di razze e attitudini; e che solo un principio sorga ad accomunarle: la necessità del lavoro di tutte a ciascuna; sì che tutte sentano infine essere membra d'un corpo, di cui l'uno non può patire o gioire, senza che compatiscano o congioiscano iurte. Soggiacendo invece alla vecchia tradizione politica, non appena desiderò l'Alighieri una benefica condizione sociale la pace inalterabile fra tutte le nazioni sentì tosto il bisogno d'un governo che direttamente a ciò provvedesse: dove il suo curatore della pace del mondo. E sì non fece che aggiungere esca novella, se già per se stessa non era, alle ambizioni perturbatrici di quella pace ch'egli invocava. Carlo V e Napoleone I sono il miglior omento alla sua Monarchia .
Cotesto curatore della pace del mondo lo avrà forse quandochessia l'unian genere: ma non sarà né un governo, né un uomo. La libertà del pensiero, della coscienza, della parola, della persona, della famiglia, d'ogni necessaria o volontaria associazione intermedia fra l'individuo e l'umanità : la libertà in tutto e per tutti, con un limite solo, la libertà per tutti ed in tutto : ecco il veto, il solo supremo monarca che potrà fare regnare se pur dovranno un giorno regnare la pace e la giustizia fra gli uomini! . 59)
Non si può dire con tutta sicurezza quale peso avessero sulla formazione di questi convincimenti la critica francese, quella tedesca, quella inglese, e quella italiana. Non è difficile ravvisare nei testi di Perez punti di contatto con Ozanam, con Chateaubriand, con Villemain; con Schlegel, Herder, Hegel, Schiller; con Macaulay e Carlyle; con Rossetti, Mazzini, Gioberti, oltre, naturalmente, Foscolo. Certo è il carattere originale della sintesi che il Perez andava operando nella sua mente ed avrebbe espressa nella Beatrice Svelata , e la tensione della sua ricerca verso il metodo storico-filologico, che avrebbe contrassegnato gli studi danteschi del secondo Ottocento e che il Perez precorreva per più d'un aspetto.
Insieme con Dante, e non senza gli opportuni collegamenti con Panini ed Alfieri, sarà quella del Foscolo, cittadino e poeta inseparabilmente, la figura esemplare dominante nella scuola del Perez; benché -sarebbe un altro errore di prospettiva considerare la scuola del Perez nna cattedra dantesca ed, in minor grado, una cattedra foscoliana.
Infatti, intorno a quel <s. tavolino si scorrevano continuamente tutti i campi letterari d'Italia, come poteva la vastissima cultura del pur giovane Maestro, e come dimostrano ì suoi scritti e gli scritti degli allievi, nei quali non manca di essere trattata opportnnamente la materia così delle origini come dello stàlnovo, della poesia trecentesca, cinquecentesca, secentesca, arcadica e neoclassica, e non manca la trattazione di figure come quella del Poliziano, del Machiavelli, dell'Ariosto, del Galilei, del Sarpi, ecc., con cognizione di causa, e non certamente per sentito dire, come oggi si pratica anche attorno alle cattedre universitarie.
L'applicazione del Perez, come dimostrano i suoi scritti, doveva essere
) La Beatrice Svelata, in Sortoti cit., II, pp. 299-301.