Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (PAPPALARDO-LA LUMIA); CARTEGGI (PEREZ-LA LUMIA); CART
anno <1975>   pagina <344>
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Francesco Luigi Oddo
cese .) I giornali, impediti dai regimi polizieschi di diffondersi in altri argomenti, si erano buttalà entusiasticamente su questa materia di contesa. 81>
Dichiarava pertanto a quegli alunni che l'ascoltavano, come a quelli della sua scuola privata quella insofferenza, quella nausea, di che gli anni mi an­ticiparono il disinganno , ma anche una viva speranza di accendervi di quell'amore insistente d'una dottrina solida, profonda, vero compiacimento dell'anima e non libidine di vanità .K)
Diceva di volere imporre a se stesso, perciò, la norma esemplare di non affidarsi a facili eclettismi, a procedimenti asistematici, a ferme di vago buon senso, convinto che la critica del fenomeno artistico richiede una ben precisa linea speculativa, oltre che una vastissima preparazione di fondo. .83*
Norme sicure, e solidi criteri riteneva di potere attingere principal­mente a Vico e Romagnosi, cioè a una scienza nota finoggi e tutta italiana, che nella parola studia il pensiero; che nelle vicende di essa, e ne' vari aspetti onde presentasi, arguisce e coordina le fasi dell'umana civiltà; che nelle varie diramazioni in cui si specifica rinviene non l'arbitrio convenzionale di retoriche categorie, ma il necessario spartirsi delle manifestazioni dell'umana intelligenza, determinato 'da specialità d'intenti e di mezzi, intenti e mezzi sovraneggiati ancor essi dalla eterna legge di opportunità, di luogo e di tempo, con cui si compie ogni umano destino .M)
Nella Lettera al Curato di Montacino ,K) di quegli anno, aveva espres­sioni di noia per ogni forma di polemica tra classici e romantici, e tornava ad esaltare la personalità umana ed artistica insieme di Parini, di Alfieri, di Foscolo, gli unici che si fossero volti a ridare agli Italiani l'aspirazione ad es­sere un popolo libero e indipendente anche spiritualmente, culturalmente. Le qualità proprie di quella scuola erano state la comprensione, l'efficacia, la pre­cisione, caratteristiche che facevano riconoscere al Perez una vera arte, e sulle quali tornava fedelmente, ogni volta che dovesse definire le proprietà essen­ziali d'un capolavoro letterario.
Invece, il romanticismo italiano si rivolgeva a un mdeterminato senti­mento d'umanità, troppo abbietto o precoce per noi, dacché gli era un se­condare o le viste della restaurazione, o le illusorie d'un indefinito progresso. Né le forme poteano non risentirsi di quella incertezza di mire. Quindi, lenii i concepimenti, dilavato lo stile, comune o indeterminata la espressione: quindi, all'altezza dell'epopea sostituita la trivialità d'un cotale aborto, né romanzo, né storia; alla comprensione della tragedia lo slegamento inerte della dramma­tica-storica; all'impeto d'una lirica civile e patria la ostentata rassegnazione d'una monacale e monotona cantilena .
Per contrasto, ora sembrava ai giovani difficile ed aspro il precedente lin­guaggio letterario, arida la forma, nudo lo stile, troppo severa l'espressione:
*>) Ibidem.
81 ) ìvi, p. 97.
2) Ivi, p. 98.
) Ivi, p. 99.
*) Ivi, p. 100.
85) In Scrìtti cit., voi. Ili, p. 323 sgg.
W) /, pp. 327-328.