Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA POLITICA COLONIALE 1896-1898
anno <1975>   pagina <346>
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LA POLITICA COLONIALE ITALIANA DOPO ADUA: FERDINANDO MARTINI GOVERNATORE IN ERITREA
H 21 novembre 1897 il Consiglio dei ministri, riunito sotto la presidenza del marchese di Rudinì, approvava la nomina di Ferdinando Martini a R. Com­missario straordinario della Colonia Eritrea. Si chiudeva così, con una nomina dalla lunga e difficile gestazione, un periodo quanto mai agitato e contraddittorio della politica italiana riguardo alla colonia sul Mar Rosso, una politica che dopo Adua non solo era stata continuamente al centro, pur fra alti e bassi, del dibat­tito politico e parlamentare, ma aveva fatto salire ad un livello assolutamente insolito il grado di interessamento e di partecipazione dell'opinione pubblica a volte persino delle stesse masse popolari ad una questione di indirizzo di governo che investiva direttamente il ruolo internazionale del paese. Quasi a riflettere fino all'ultimo, persino nel momento della decisione al riparo imme­diato dalle manifestazioni di piazza e dalle rissose polemiche giornalistiche, le incertezze e le oscillazioni che avevano caratterizzato fino ad allora la ricerca di una soluzione coloniale, il verbale dell'adunanza del Consiglio di quel giorno reca la traccia di una estrema esitazione, o forse ripensamento: fra le parole R. Commissario e straordinario della Colonia Eritrea si legge l'aggettivo, poi cassato da un tratto di penna, civile .])
Dire che con la deliberazione del 21 novembre 1897 si poneva termine ad un capitolo della nostra storia coloniale per aprirne un altro del tutto nuovo, sarebbe certo dir cosa esagerata. È altrettanto indubbio, tuttavia, che la nomina di Martini a governatore dell'Eritrea (che tale fu in effetti la sua carica, indi­pendentemente dal titolo ufficiale originariamente conferitogli) si rivelò a di­stanza un evento assai più importante, per il destino della politica coloniale ita­liana, di quanto potesse apparire, e di fatto apparve allora, anche agli osserva­tori più attenti e meglio informati. D'altra parte, il modo stesso in cui vi si giunse, a conclusione di un tortuoso e accidentato itinerario politico-parlamen­tare lungo il quale vennero poco a poco a sciogliersi i principali nodi lasciati in eredità dal disastro di Adua, rispecchiò così da vicino la natura e lo svolgimento di alcune fasi tra le più critiche di quel momento storico, da meritare di esser analizzato abbastanza dettagliatamente; se non altro, come premessa ad un più ampio e approfondito discorso sulla nuova rotta della politica coloniale e più
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0 Cfr. ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO (d'ora innanzi ACS), Consiglio dei ministri. Verbali delle adunanze, alla data 21 novembre 1897. Martini fu poi nominato, con decreto del 30 novembre, a Commissario civile straordinario . L'orìgine di tale qualifica ufficiale fu abbastanza casuale, secondo la testimonianza dello stesso presidente del Consiglio, Rudinì, che in una sua lettera a Luzzatti del 19 novembre così aveva scritto a proposito della ormai imminente nomina di Martini: Il Popolo Romano lo battezza Commissario Civile Straor­dinario, e sta bene. Mi piace chiamarlo così . La lettera è riportata in appendice da MARIO BELARDINELLI. Origini del connubio di Rudiriì-Zannrdélli, in Annuario dell'Istituto storico italiano per la storia moderna e rontemporanea, voi. XX1-XXH, 1969-1970, Roma, 1973, p. 279.