Rassegna storica del Risorgimento

SALFI FRANCESCO SAVERIO
anno <1920>   pagina <258>
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258 OABO NARDI
meni antropologici dalla quale per eM bene la legge, si desume a quanta altezza di cognizioni si er :' per sé solo nel fondo di una provincia elevato il SalfL In frati! il corso del tempo, che egli sori-vea una tal opera che fu dal Maggio 1783 a tutto 3S4 cerne ne componea in capitolo* lo legea in amichevole confidenza ad un certo suo amico pur sacerdote dotato di erudizione, e criterio. Non vi fu una volta che tale amico li avesse osservate sulla dottrina, che ciascun capitolo eontenea. Sorda voce intanto correa per la città che il giovine Salii stava scrivendo alla Volterriana su dei Tremuoti e questa voce fece conoscere al Saffi, poiché una persecuzione del prelato -e dei Barbassoro* si animava, che altro cielo dovea abitare, e che i talenti suoi abbisognava Élspandersi in altro teatro che il Cosentino. La morte avvenuta del canonico (gagliardi, della quale si parla nel Dizionario degli uomini illustri, l'area tanto più disposto ad abbandonare la patria irriconoscente. Fu quindi allora che si determinò di andare in "Napoli dove recossi nel 1785, e menandovi vita privata ebbe pure occasione di legere (!) a taluni dei più scelti della Nobiltà e dell'Avocheria (J) Napoletana le sue private lezioni. Fra questo tempo ritoccò la sua opera dei fenomeni, e bisogna, ri­marcare che all'oggetto di dare perfezione a tale opera sua nel 1784 in 1785 visitò la Calabria Ulteriore,* ed il santuario di S. Bruno o per meglio dire di S. Domenico Soriano. Nel 1787 quest'opera final­mente comparve per le stampe a dispetto delle opposizioni che avea incontrato in qualcuno dei revisori-Pubblicata dett'opera in Cosenza il rancor di Potestio, e l'in­vidia dei suoi concittadini compagni di studio tutta svampò. promosse e si ottenne dal buon prelato una giunta di" Canonici che avesse confutato il libro sacrilego. La confuta usci per le stampe ed arrenò come barca strùscita nella 38 cllèt a- il Salti la di­sprezzo senza onorarla di alcuna risposta. Una sola lettera del Salii comparve la quale non eontenea che pochi righi in una sola facciata di mezzo foglio di carta,, e questa (Jiiieffea. a quell'amico suo sacer­dote allora canonico e membro della :(iunta Suddetta Canonico D. Vincenzo- Greco cui ne avea letto v'Olte per volta ciascun capitolo, come lo avea composto, e dall'amico èra sfato approvato e giammai osservato da alcuna erronea dottrina, che vi fosse sparsa. Questa lettera era granosissima senza acredine, molto concettosa per farlo arrossire.
Intanto che il SalH era perseguitato nell'opera sua in Cosenza, godea in Napoli per la causa istessa di tutta la protezione del mi-