Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA POLITICA COLONIALE 1896-1898
anno <1975>   pagina <359>
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F. Martini governatore in Eritrea 359
1 opposto versante (ma gli esempi si potrebbero moltiplicare), un nomo come Pietro Fea, redattore politico della Rassegna Nazionale, cbe subito dopo Adua aveva accolto con favore il ministero di Rudinì, modificava sensibilmente nel corso dell' anno tale suo benevolo giudizio, per passare ad un atteggiamento decisamente critico man mano che il governo sembrava andare orientandosi verso l'abbandono totale o parziale dell'Eritrea.24)
In realtà, la condotta del governo fra la primavera e l'inizio dell'inverno di quel drammatico 1896 sembrò palesare sempre più, per quanto solo in via in­diretta, un orientamento verso una interpretazione estremamente rinunciataria della politica di raccoglimento , tanto da lasciar presumere ai più sospettosi od ai più speranzosi, a seconda dei casi che il vero fine di quest'ultima fosse l'abbandono della colonia, tutt'al più conservando solo Massaua. Già la deci­sione in favore della pubblicazione e presentazione al Parlamento, alla fine di aprile, degli esplosivi Libri Verdi (ossia di quattro raccolte di documenti rela­tivi agli eventi africani a partire dal gennaio 1895), poteva essere interpretata come una mossa diretta a rinfocolare negli animi l'avversione per l'impresa d'Africa, denunciando pubblicamente gli errori, gli sprechi, i lutti e le difficoltà anche per l'avvenire che da quell'impresa erano stati inseparabili, ed a preparare così il terreno per un mutamento d'indirizzo nel senso di un crescente disinteresse per la colonia. Nel corso della discussione poi svoltasi alla Camera sulla politica
oro che si debbono pagare pei prigionieri? Non era tutto guadagno? cfr. Giornale degli economisti, febbraio 1897, p. 175. Pochi mesi dopo, tuttavia, al culmine della questione d'Oriente causata dall'insurrezione di Creta, Pareto osservava con un sospiro di sollievo: a Per l'Italia è gran ventura di avere ora al governo il ministero Rudinì invece della banda crispina. Se c'erano quei signori, chi sa che pazzie facevano, in occasione della guerra della Turchia e della Grecia. Il Rudinì è certamente molto più ragionevole ibid., maggio 1897, p. 423.
2*) Cfr. ORNELLA CONFESSORE, La Rassegna Nazionale e la politica coloniale cri-spina (1893-1896), in Rassegna storica del Risorgimento, a. LTV, fase. I, gennaio-marzo 1967, pp. 31 sgg. Sugli atteggiamenti, tult'altro che omogenei anche in materia di politica coloniale, del gruppo di conservatori cattolici che si riconosceva nella Rassegna Nazionale. v. pure Io., Conservatorismo politico e riformismo religioso. La Rassegna Nazionale dal 1898 al 1908, Bologna, il Mulino, 1971. Ma più in generale, per gli orientamenti di parte cattolica in proposito, cfr. LUIGI CANAPINI, H nazionalismo cattolico, Bari, Laterza, 1970, pp. 83 sgg., che si mantiene tuttavia ad un notevole livello di genericità. Altre indi­cazioni sommarie pure in ALESSANDRO D'ALESSANDRO, L'opposizione cattolica alla politica 'coloniale negli anni 1895-1896 nella stampa dell'epoca, in Società, a. XII, n. 5, ottobre 1957, pp. 894-908.
25) Da questo punto di vista, non vi fu sostanzialmente soluzione di continuità nella condotta dagli affari esteri, e quindi anche della politica coloniale, quando, con la crisi ministeriale del luglio 1896, Visconti Venosta prese il posto di Caetani alla Consulta. È poi da ricordare, a questo proposito, che grande importanza ebbe pure il ritorno di Giacomo Malvano a quella carica di segretario generale del ministero degli Esteri che era stata sop­pressa da Crispi nel 1893 e subito ripristinata da Caetani con R.D. 15 marzo 1896, n. 73. (Sulle trasformazioni di struttura subite dal ministero degli Esteri in questo periodo cfr. Lutei VITTORIO FERRARIS, L'amministrazione centrale del Ministero degli Esteri italiano nel suo sviluppo storico (1848-1954), Firenze, Biblioteca della a Rivista di Studi Politici Internazionali , 1955, pp. 40 sgg.). Il significato di tale ritorno al segretariato generale degli Esteri è stato in particolare sottolineato dal Serra, il quale si è così espresso fra l'al­tro: <r Organizzatore meticoloso e scrupoloso, Malvano era, come gli ambasciatori Tondelli, Pansa, e come lo stesso Caetani, convinto da tempo che l'Italia dovesse metter fine alle sue avventure coloniali, evitare ogni questione spinosa in politica estera, raccogliersi per