Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA POLITICA COLONIALE 1896-1898
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1975
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Alberto Aquarone
nieri stessi e l'Imperatore d'Etiopia dichiarava di rimettersi allo spirito di equità del governo di Roma circa Pentita del risarcimento dovutogli per il loro mantenimento durante il periodo di prigionia. In questo modo era evitala all'Italia, per lo meno formalmente, l'umiliazione di una vera e propria indennità di guerra da cor rispondere come prezzo della liberazione dei prigionieri e della pace stessa.28)
Il capitolo eritreo non era così chiuso che a metà. La mancata definizione del confine non solo comportava la necessità di ulteriori trattative e quindi di nuovi possibili screzi suscettibili di degenerare una volta ancora in urto armato con Menelìk, ma contribuiva a lasciare in sospeso l'intero problema coloniale, dando così nuovo respiro in Italia ai fautori vuoi dell'abbandono totale, vuoi di una riduzione dell'occupazione territoriale alla sola Massaua o al triangolo Massaua-Asmara-Cheren. Il dibattito sulla politica coloniale era quandi destinato a prolungarsi, ad arricchirsi anzi di nuovi motivi di discussione e di polemica. Se ne ebbe una prima avvisaglia allorché il generale Dal Verme, intervenendo alla Camera il 30 novembre nel dibattito apertosi quel giorno sulla politica del governo in Africa, sorprese l'assemblea con una sortita impreveduta che suggeriva espressamente un'altero stiva di nuovo conio per il problema eritreo : Una cessione parziale del territorio della colonia con adeguato compenso, senza per ora stabilire né a chi né come.29) Questa inaspettata indicazione politica da parte di chi, fra l'altro, aveva ricoperto importanti cariche anche di governo, non mancò naturalmente di suscitare notevole scalpore sia dentro che fuori dell'aula di Montecitorio e molti poterono chiedersi se l'uscita del generale-deputato non fosse da collegarsi a ben precisi, anche se ancora segreti propositi del governo. Ma se Dal Verme si era tenuto e continuò anche in seguito, nel corso del dibattito, a tenersi nel vago, il presidente del Consiglio, nel suo discorso di chiusura della discussione, rimase ancor più sulle generali, lasciando cadere nel nulla il suggerimento di Dal Verme e limitandosi ad insistere che non era ancora giunto il momento per prendere decisioni definitive sul problema eritreo. L'intera questione andava ancora studiata con cura, ma comunque senza lasciarsi traviare da miraggi del deserto.30)
2s) Il testo del trattato di pace, con l'annessa convenzione per i prigionieri, si può leggere in: Trattati e convenzioni fra il Regno d'Italia e gli altri Stati raccolti per cura del Ministero degli Affari Esteri, voi. XIV, Roma, 1899, pp. 354-358; MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI, Direzione centrale degli affari coloniali. Trattati, convenzioni, accordi, protocolli e altri documenti relativi all'Africa, 1825-1906, Roma, voi. I, pp. 510-511; DDI, voi. effe, docc. 257 e 258 (pp. 189-191); CARLO ROSSETTI, Storia diplomatica della Etiopia, cit., pp. 181-183. La somma per il risarcimento del mantenimento dei prigionieri fu poi liquidata in 10 milioni di franchi, pagati in tre rate ira il 1897 ed il 1898. Cfr. CARLO GIGLIO, // trattato di pace italo-etiopico del 26 ottobre 1896, cit., p. 179.
29) AP, cit., voi. VII, p. 7758. Dal Verme aveva premesso che la tanto vagheggiata colonizzazione dell'altipiano, ancora possibile prima della sconfitta e da lui stesso una volta preconizzata, era ormai del tutto inattuale. Nessun colono italiano vi si sarebbe più arrischiato, in quelle condizioni di insicurezza militare.
30) Difese Rudini a conclusione del suo intervento: a Non ci lasciamo traviare da miraggi che si trovano nel deserto! Non lasciamo che il nostro pensiero si allontani da questa madre-patria, che dobbiamo rendere grande, forte e potentel Ma di questo siate persuasi, o Signori, che questa patria non sarà grande, che l'Italia non sarà davvero una grande potenza, ed una potenza di prim'ordine, fintanto che sarà impigliata in imprese coloniali, sproporzionate alla condizione nostra ed ai nostri interessi ibid., p. 7791.