Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA POLITICA COLONIALE 1896-1898
anno <1975>   pagina <376>
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Alberto Aquarone
Parte integrante ed essenziale della nuova politica coloniale del ministero diventava così la trasformazione del regime della colonia africana da militare a civile, secondo quelli che erano stati gli auspici, fin dai tempi dell'inchiesta del 1891, anche di nielli africanisti , e che soltanto ora, dopo il crollo della politica crispina dà conquista, trovavano finalmente il clima adatto pur non senza contrasti e resistenze alla loro realizzazione. **) La nomina di un gover­natore civile, che ponesse fine all'amministrazione militare in Eritrea, ai ren­deva ormai necessaria, del resto, non solo come garanzia all'opinione pubblica ed alla maggioranza parlamentare dell'effettiva volontà del governo di prose* guire sulla via della politica di raccoglimento e di valorizzazione pacifica della colonia, ma anche come pegno offerto a Menelik della definitiva rinuncia da parte italiana a qualsiasi intento di espansione aggressiva in direzione del* Etiopia. Sintomatico, a tale proposito, il modo in cui Nerazzini si affrettò a dar comunicazione telegrafica all'Imperatore, il 3 settembre, della decisione presa dal governo, nel consiglio dei ministri del 25 agosto, di provvedere alla nomina di un governatore civile: Il ministero ha deciso nominare un governatore ci-vile per l'Eritrea dimostrando così all'Italia e all'Etiopia sue intenzioni pacifi­che. Accompagnerò nuovo governatore. Prego avvertire subito Ras Mangascià perché tutto rimanga tranquillo nel Tigre .55)
c'è e per un pezzo, purtroppo, non ci sarà. L'aumento delle spese militari (esercito e ma­rina) impone l'abbandono dell'Africa: pare un sofisma, ma è così cr. ACS, Carte Ferdi­nando Martini, busta 20, fase. 22.
**) Nella sua relazione all'assemblea annuale ordinaria dei soci della Società di Esplo­razione Commerciale, tenutasi 0 28 marzo 1897, il presidente Pippo Vigoni. dopo aver espresso un caloroso compiacimento per la pace conclusa dall'Etiopia, così tributava, anche a nome dell'assemblea stessa, il proprio plauso e ringraziamento al Nerazzini: ce L'opera sua saggia e prudente ha salvato l'Italia da una delle posizioni più difficili e delicate (...) L'atto nel quale il Nerazzini è tanto felicemente riuscito, è il primo atto felice di politica colo­niale italiana nell'Eritrea, ma è anche il primo atto compiuto da mi commissario civile, estraneo a qualsiasi influenza militare. Un orizzonte più sereno ci lasciano intravedere le promesse del Presidente del Consiglio, di voler istituire nell'Eritrea un Governo civile . Era questo, dopo tante sventure, l'unico mezzo per evitare ulteriori calamità e avviare la colonia verso un avvenire migliore: Se si vuole realmente mutare sistema, se si entra nell'ordine di idee di coloro i quali riassumevano i loro consigli, e il frutto dei loro studi e delle loro esperienze col dire che bisognava fare precisamente il rovescio di quanto si faceva, è necessario che il Governo sia prettamente civile e la direzione non ne sia affidata ad un militare, ma a chi conosce la storia della colonizzazione e delle altre colonie, a chi ne ha fatto oggetto di studi, a chi intende seriamente di sviluppare traffici commerciali ed agricoli, abbandonando completamente ogni idea di conquista militare, a chi cercherà di acquistare influenza all'interno, di ispirarvi fiducia e simpatia, di rialzare con queste arti il prestigio del nome italiano e le sorti della colonia cfr. Assemblea annuale ordinaria dei Soci della Società di Esploratone Commerciale, 28 marzol897. in L'Esplorazione commer­ciale e l'Esploratore, a. XII, fase. IV, aprile 1897, pp. 101-102. Sulle conclusioni della com­missione d'inchiesta del 1891, che includevano la proposta di istituire un Governo civile poco dispendioso , v. per tutti ROBERTO BATTAGLIA, La prima guerra d'Africa, cit.. pp. 478 sgg. e ROMÀJN RAINERO, L'anticolonialismo italiano da Assab ad Adua, cit., pp. 262-263.
55) DDI, cit., doc. 201, p. 155. Nella già citata adunanza del 25 agosto 1897, oltre ad approvare, come si è visto, il trattato di commercio e ad accettare in massima la linea di confine proposta dal Negus, il consiglio aveva pure stabilito: Si dà mandato dì fiducia al presidente del Consiglio ed al Ministro degli Esteri, perché proveggano alla nomina del Governatore civile; il Consiglio delibera intanto di nominare il Nerazzini Vice-governatore della Colonia . Quest'ultima nomina non ebbe poi corso ed il generale Vigano resto vice­governatore sino a che non fu sostituito da Martini a capo della colonia.