Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA NAZIONALE DI FIRENZE FONDO GENNARELLI; GENNARELLI AC
anno <1975>   pagina <379>
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Il fondo Gennarelli a Firenze 379
riguardante manoscritti antichi, anteriori spesso al secolo XVII, e a preziosi do­cumenti della sua attività di docente universitario, archeologo e studioso.
Le carte sono molto interessanti, poiché, spesso, anche da carteggi privati di uomini di secondo piano in campo politico emergono accenni e giudizi di testi­moni, protagonisti, spettatori ti maggior spicco.
Fra la corrispondenza privata, il carteggio Fracassetti dà un quadro movi­mentato della vita della provincia marchigiana nell'Ottocento, non solo in senso politico, ma anche culturale e per la storia del costume.
Altro carteggio notevole, seppure non ordinato, che offre comunque un Incido quadro politico del Quarantotto romano, è costituito dalle lettere del marchese Ludovico Potenziani, il quale, tra l'altro, si adoperò per la elezione a deputato del Gennarelli fin dal giugno 1848 ed ebbe a offrirgli, nel momento dell'esilio, qualora non gli fosse stato concesso il soggiorno in Toscana, di re­carsi nelle sue tenute in Corsica ( lettere di accompagnaménto nell'esilio agli intendenti Milante e Pieraggi, a Bastia).
La documentazione, inoltre, raccolta dal Gennarelli sul suo esilio consente di <rilevare i contatti intercorsi con insigni esponenti della nobiltà romana, il che contribuisce a chiarire l'atteggiamento e l'evoluzione politica dell'aristocrazia nello Stato pontificio. Ne è esempio l'iniziativa presa dal Gennarelli nel 1846-1847 di erigere un monumento a Pio IX che, dopo la promulgazione dell'amni­stia, vede affiancati al suo nome, quali componenti la Commissione (questa do­veva occuparsi di trovare i necessari mezzi finanziari mediante la vendita di una medaglia commemorativa della amnistìa, da coniarsi dal famoso incisore Pietro Girometti), il principe Dori a, il principe Aldobrandino il cav. Bernini, il marchese Campana, don Vincenzo Colonna, il conte Vincenzo Pianciani; que­sti ultimi erano molto legati a Pio IX il quale (è il Gennarelli che parla) soleva nei giorni di festa... passeggiare con essi nei giardini vaticani , essendo suoi amici dai primi tempi della carriera prelatizia . H progetto , peraltro, mirava a due monumenti: l'uno immediato, l'altro successivo; si incominciava con Roma, ossia con la medaglia. Si continuava con lo Stato pontificio, quindi con la Toscana, e con le altre Provincie italiane... .
Le ragioni per cui il Gennarelli propose di erigere un monumento a Pio IX, come rinnovatore degli ordinamenti dello Stato sono dal medesimo esplicita­mente indicate nelle frasi con cui si presentano le 22 lettere relative all'inizia­tiva:
1) perché andasse coraggiosamente innanzi.
Da alcune lettere che sono qui, si vedrà che il partito retrivo in qualche provincia fu molto ostile alla proposta;
2) perche, ad assicurare l'esecuzione del mio concetto, incominciasse una agitazione legale da allargarsi a tutta l'Italia;
3) perché l'universalità degli Italiani si associasse a questa proposta, mi­rante all'unificazione degli intendimenti.
In altra parte si legge: La medaglia fu coniata..., ma la reazione avendo trionfato in Roma con l'Enciclica del 29 aprile, e con l'assassinio del Rossi, tutto fini. Il conio restò nella Zecca vaticana. Il Papa e il suo Governo nell'anno XXII di Pio IX si servì del conio per la testa del Papa, avendo corretto Anno I in Anno XXII.
Dello stesso periodo è un'altra iniziativa interessante, largamente documen­tata: si tratta di una missione a Bologna, in nome del popolo romano, nel­l'ottobre del 1847, che doveva rinsaldare i vincoli fra le due città nel nome di