Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECA NAZIONALE DI FIRENZE FONDO GENNARELLI; GENNARELLI AC
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Libri e periodici
mina dei complessi meccanismi di potere e l'indagine del funzionamento delle istituzioni repubblicane nate dopo la seconda guerra mondiale e sviluppatesi pur tra tensioni e contrasti nel nuovo clima democratico concludono il volume indicando al lettore ima speranza in quel progresso civile-e politico che, malgrado ondeggiamenti e contraddizioni, ha costituito la tendenza di fondo della storia italiana degli ultimi due secoli.
CABLO GHISALBERTI
Il giansenismo in Italia - Collezione di documenti, a cura di PIETRO STELLA, I/IH: Piemonte; Zurigo, Pas Verlag, 1974, in 8. pp. 731. S.p.
E con piacere che si propone ai lettori della Rassegna questo terzo tomo della monumentale opera di Pietro Stella, che conclude sotto l'egida del Pontifichimi Athaeneum-Facultas Theologica di Roma, la collezione di documenti sul giansenismo dedicata al Piemonte, costituendo una fonte di studio fondamentale.
Si può ben dire che dei tre grossi volumi quest'ultimo è il più interessante per la storia dell'età napoleonica (vedi recensioni su questa rivista, annate 1968 e 1973) e per la storia del Risorgimento.
Tratta di diversi argomenti: lettere di corrispondenti di Eustachio De'gòla, ex editore degli Annali ecclesiastici, lettere e scritti di novatori dell'età giacobina, documenti di giansenisti da Torino, Casale Monferrato, Àsti, con un'appendice di testimonianze di età risorgimentale.
Lo stesso autore avverte di aver compreso, in questo terzo volume, documenti del post-giansenismo; possiamo aggiungere che è stato individuato il trapasso tra l'epoca settecentesca e quella ottocentesca.
Per quanto riguarda l'abate Degola, intimo di casa Manzoni, si segnala la corrispondenza con personaggi importanti quali: il Vejluva, il Gautier, il Paganini ed il D'Allegre.
Chi scrive ha già avuto modo in un suo volume di recente pubblicazione {Pavia cisalpina e napoleonica - 1794-1814, Pavia, tip. Viscontea, 1974) di occuparsi di quest'ultimo prelato, arcivescovo di Pavia in età napoleonica, scoprendone l'importanza non solo nell'ambito dell'episcopato italico, ma tra gli stessi dirigenti del Regno. Non può quindi che lodare l'opportunità di tale riferimento dello Stella; a tal fine rammenta un'inedita lettera Del Degola a mons. P. Lamberto D'Allegre, del 13 aprile 1808, che completa il piccolo gruppo di lettere di questi al Degola pubblicato dall'autore della collezione.
I successivi documenti, scritti a carattere teologico e missive per lo più inedite che hanno testé veduto la luce, vanno dal 1799 in avanti e sono di netto rilievo. Spicca tra le figure di pubblicisti, quella del professore di filosofia Gaspare Morardo di Torino, che assieme al celebre Ranza ed allo Spanzotti (vedere voi I/Il), fu uomo di punta del movimento che potremmo chiamare cattolico-giacobino, in contrasto dialettico con i giansenisti di stretta osservanza.
I suoi scritti come: L'uomo guidato dalla ragione e Del culto e dei suoi ministri , trovarono confutazione da parte del frate Guglielmo della Valle che in un suo libretto pubblicato nel 1799, citando le conclusioni del Sinodo Nazionale di Parigi, difese la religione tradizionale contro le deviazioni razionalistiche del suo antagonista.
In verità questi novatori entro e fuori la cornice del giansenismo portavano avanti la modernizzazione della società italiana.
Chi scriverà la storia dei cattolici italiani del dissenso e di quelli non integrati con la politica ii ili e in le della S. Sede, dovrà far riferimento a tutti questi personaggi ohe in questa collezione si ripropongono come significativi esempi di dirittura morale, di amore per la libertà e per la giustizia, di spirito evangelico.
Essi puntavano su un clero costituzionale sul tipo francese (e mons. Grégoire è uno dei protagonisti di questo carteggio), su di un regime politico e religioso basato sulla tolleranza. Si veda ad esempio l'indirizzo agli ebrei di Casale del teologo Giovanni Angelo Bergamini del 1799.