Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA NAZIONALE DI FIRENZE FONDO GENNARELLI; GENNARELLI AC
anno <1975>   pagina <390>
immagine non disponibile

390
Libri e periodici
poiché la tesi del governo non aveva ottenuto la maggioranza. In realtà la decisione posi­tiva raggiunta mediante un vero arbitrio non fu mai applicata.
Per le terre comunali i problemi sorsero quando si trattò di decidere a chi concederle; il disegno governativo di alienarle dandole in enfiteusi ai contadini dovette fare x conti con la realtà isolana, in cui i baroni avevano ampio spazio politico e soprattutto i mezzi economici per non vanificare tali riforme; ciò può parzialmente giustificare l'ambiguità della politica del Simonetti.
Dopo la morte del Caracciolo, le variazioni più significative al suo programma sa­ranno apportate proprio alla consunzione dei beni comunali; le resistenze che i Comuni avevano opposto al disegno riformatore, costrìnsero il governo ad incaricare il Natale di ela­borare un nuovo schema di provvedimento legislativo e questo si allontanerà non poco dal programma del Caracciolo.
FRANCA BIONDI
GIUSEPPE PECCBIO, Vita di Ugo Foscolo a cura di GIUSEPPE NICOLETTI; Milano, Longa­nesi, 1974, in 8, pp. 460. L. 28.000.
Tra i tanti scritti di vario argomento che Giuseppe Pecchio pubblicò nel corso della sua vita, immeritatamente dimenticati e di cui Io scrivente si appresta a curare la riedi­zione di quelli meno noti che possono essere d'aiuto a tracciare il suo profilo politico, sicuramente la biografia di Ugo Foscolo, pubblicata dal Ruggia nel 1830, fu l'opera che destò maggior risonanza provocando all'epoca un certo scalpore per il modo troppo disin­volto e irriverente, fu detto, con cui Fautore si accostò e trattò una figura quale il Foscolo, che iniziava a divenire oggetto di riverente culto da parte degli amici e degli ammiratori. La piccola polemica che ne segui, col passare degli armi e coli'ingiganti re della fama del poeta, tornò a sfavore di Pecchio, culminando nel 1915, alla ri pubblicazione di questa biografia, in quello scritto introduttivo di Tommasini Mattiucci che può essere considerato più un aspro e non comprensibile attacco alla figura del Pecchio che una serena ed equa critica dell'opera.
A chi conosca tuttavia gli scritti di Pecchio, a chi abbia seguito l'impegno con cui egli partecipò agli eventi politici del momento, a chi abbia compreso la sua natura generosa, non è difficile capire che la biografia del Foscolo va inquadrata nell'ampio disegno di que­sto letterato cospiratore di realizzare coi suoi scritti per un vasto pubblico una concreta e valida opera di divulgazione e di propaganda liberale ed in questi termini va valutata; egli stesso intatti dichiarò a Quirina Mocenni Magiotti in una lettera del 22 giugno 1830 ebe questo scritto doveva servire per una lettura popolare .
Pecchio non si prefisse certamente lo scopo di comporre l'elogio del vecchio amico compagno d'esilio, che anzi lo spirito apologetico era completamente estraneo al suo carat­tere, ma piuttosto colse l'occasione per enunciare anche questa volta princìpi che gli sta­vano a cuore, per assumere la difesa di gloriosi momenti, ormai passati, di libertà, per divulgare con incisiva sicurezza la sua fiducia incrollabile nelle nuove istituzioni e riforme sperimentate durante il periodo rivoluzionario e napoleonico e bandite in Italia dalla restau­razione.
La biografia di Foscolo fu quindi per Pecchio un magnifico pretesto che gli si offrì per sviluppare attorno a quel grandissimo personaggio un discorso incentrato sui sempre ricorrenti temi della liberta, dell'indipendenza, del rinnovamento politico ed economico della sua patria. Chi affronti la lettura di questo breve libro la concisione antiretorica di Pecchio non gli consentiva altra misura nei suoi scritti tenendo presente questa visuale, si accorgerà che la figura di Foscolo funge da filo conduttore di un discorso che si fra­staglia in continue digressioni, divagazioni su temi a lui direttamente ma molte vòlte sol­tanto indirettamente connessi. Naturalmente Pecchio trattò tutti gli aspetti che contribui­scono a completare il quadro della vita e dell'opera di Foscolo, ma il suo interesse si con­centrò principalmente su quello dell'impegno morale e della dignità civile dell'amico, e qui egli comprese appieno la grandezza del Foscolo e la celebrò con forti ed appassionate parole, mentre più sbiadite e superficiali, anche se piacevoli, sono le pagine che riguardano gli