Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECA NAZIONALE DI FIRENZE FONDO GENNARELLI; GENNARELLI AC
anno
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1975
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pagina
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397
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Libri e periodici 397
segrete contemplanti l'annessione del Veneto all'Italia, agevolata o coadiuvata dalla Francia, FA. rincorre questa clausola o intesa segreta ch'egli chiama il raissing link attraverso gli archivi diplomatici di mezza Europa. Introdotta dall'analisi del discorso di La Marmora in Parlamento (come riferito dalla diplomazia francese!), l'argomentazione è abbastanza convincente, anche se spesso si arena tra gli scogli della tentennante politica di Napoleone IH. Tra l'imperatore ora intento a completare il suo operato, ora tentato di distruggerlo tentativi rintracciabili nelle sue trattative con l'Austria la troppo prolungata ed esclusiva immersione nel more magnum delle fonti diplomatiche non è scevra di perìcoli: l'A. stesso ogni tanto cita i pericoli insiti in una lettura acritica di missive, conversazioni, ballons d'essai, ma non sempre li evita. Come il principe di Mettermeli ambasciatore a Parigi, che, pur evocando le false speranze del suo predecessore nel '59, non sa resistere alle tentazioni della sirena francese. Forse più puntuale, anche se affrettata, soprattutto per quanto riguarda le complicazioni della politica interna francese, la narrazione analitica dell'amletico 5 luglio dell'imperatore francese: la vera grandeur a portata di mano che sfugge ineluttabilmente. Scialbo e, in fin dei conti, insignificante il capitolo dedicato al trasferimento del Veneto all'Italia, che pur voleva affrontare in maggior dettaglio un aspetto spesso trascurato.
Ma questo libro merita menzione (negativa) per altra ragione. Pur disponendo di grande dovizia di mezzi e strumenti e come si è detto, muovendosi abbastanza a suo agio finché rimane nell'ambito della diplomazia e con buon intendimento della lingua francese l'A. si dimostra alquanto sprovveduto quando affronta la politica interna italiana. Che si tratti di una ricorrente mitica battaglia di Aspromonte, perduta da Garibaldi alla testa di non si sa quali truppe (e sembrano quelle regie), mentre permangono rigorosamente segreti sia il vincitore sia l'ubicazione geografica, o di un deputy Ferrari ( one of the government's spokesmen : eppure nel bellissimo discorso in questione frainteso dall'A. questi annunziava ed io voterò per la prima volta col Ministero ), la confusione non è minore. Né questa diminuisce quando si passa alle vicende militari della guerra del '66: l'uso prevalente e non controbilanciato di fonti ostili, soprattutto per quanto riguarda Garibaldi, lascia alquanto sorpresi. Sarebbe ozioso proseguire in una critica che dalla prima pagina dovrebbe giungere all'Indice. Al missilig link della convenzione di settembre questo libro ne aggiunge un altro, intrinseco: la conoscenza della politica interna dei vari paesi studiati, italiana in primo luogo.
VLADIMIRO SPERBER
La politica estera dell'Italia negli atti, documenti e discussioni parlamentari dal 1861 al 1914, Volume secondo, tomo II (1883-1887) a cura di GIACOMO PERTICONE; Roma, Segretariato Generale della Camera dei Deputati, 1974, in 8, pp. 793-1367. S.p.
Il quadriennio che va dall'indomani della Triplice alla morte di Depretis è occupato ossessivamente, quasi esclusivamente, dall'Africa.
Questo dato di fatto indiscutibile della nostra politica estera si riscontra e viene documentato opportunamente nel volume in esame, a cui il Perticone appone poche ma incisive postille, atte a far riflettere (meno pregevoli sono le note illustrative vere e proprie, secondo quella ch'è una carenza già registrata nei precedenti volumi di questa che è una pubblicazione ufficiale).
Ed è rimarchevole che esso ponga nell'ombra la conseguenza più cospicua della Triplice, quell'accentuata connessione tra la politica estera e l'interna che 11 Minghetti aveva già registrato con lode a commento del trattato, che il Forlis confuta nel primo dei discorsi qui raccolti (marzo 1883) e che andrà progressivamente grandeggiando con Crispi fino a definire al radicalismo una specifica funzione parlamentare e liberale.
Si tratta di a un avviamento molto più utile e più abile , nell'indirizzo della Consulta, che merita nel mese successivo le Iodi del Pantaleoni, un can da guardia, un censore sistematico, il cui ruolo, accanto a quello dello Zini, a palazzo Madame, nel corso degli anni ottanta, meriterebbe forse uno studio specifico.
Esso presuppone un rinnegamento esplicito e reciso (è Caracciolo Di Bella a forniu-