Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECA NAZIONALE DI FIRENZE FONDO GENNARELLI; GENNARELLI AC
anno
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1975
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pagina
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399
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Libri e periodici 399
Ma appunto lo <c stellone si sarebbe cominciato subito dopo a sciupare, con quella politica estera crispina, sulla quale di recente il Mori e lo Zaghi hanno rinnovato il più severo dei giudizi, e della quale vedremo la documentazione nei successivi volami.
RAFFAELE COLAPIETRA
Loia MILAZZI, Politica scolastica e irredentismo: i ricreatori a Trieste (Civiltà del Risorgimento, 8); Udine, Del Bianco editore, 1974, in 8, pp. 199. L. 4.000.
In questo studio attento e originale sulla breve vicenda dei ricreatori comunali triestini, che, sorti alla fine delTOttocento, conclusero il loro ciclo di vita con la prima guerra mondiale, Luigi Milazzi ha saputo allargare la propria ricerca al di là della specifica iniziativa scolastica; indagando a fondo le motivazioni politiche e le forze che promossero o avversarono 1 istituzione dei ricreatori, la funzione scolastica da essi svolta, e ricollegandola alla politica scolastica attuata dalle autorità municipali della Trieste di fine secolo, è riuscito a mettere in luce gli obiettivi delle classi dirigenti triestine, espresse dal partito liberal-nazionale. Tali obiettivi erano rappresentati dallo sforzo di una politica di snazionalizzazione della minoranza slovena e di diffusione tra i ceti popolari degli ideali politici nazionali e irredentisti, ristrettì allora al solo ceto borghese. Appare chiaro anche il carattere anticlericale che assunse la istituzione di ricreatori comunali, in concorrenza con analoghe iniziative intraprese negli anni precedenti ad opera delle forze religiose. Ma il dato positivo, su cui del resto l'autore sembra porre l'accento è la reale funzione educativo-pedagogica svolta dalle nuove strutture, funzione integrativa delle insufficienze scolastiche e ricca di quelle implicazioni sociali che resero possibile l'appoggio da parte dei socialisti al progetto comunale, sebbene essi non cessassero di criticarne gli intenti politici dichiaratamente liberal-nazionali.
H risultato del lavoro è un esame attento e particolareggiato della vicenda dei ricreatori, esame che tuttavia non resta limitato nel settore specifico della politica scolastica triestina, ma permette al contrario, grazie al respiro storico dell'indagine, di cogliere nel vivo di un dibattito che fu insieme culturale, sociale e politico i nodi fondamentali della vita pubblica della città in un momento cruciale della sua storia.
MARIA GUERCIO
CARLO ZACHI, L'Europa davanti ali*Africa, Voi. i:La via del Nilo; Napoli, Cymba, 1971, in 8, pp. VIII-628. S.p.
In questi ultimi anni la letteratura africanistica si è arricchita di opere che, con* dotte su originali e laboriose ricerche d'archivio in Africa oltre che in Europa, hanno segnato una tappa fondamentale nello sviluppo della storiogarfia coloniale, volta alla ricerca della genesi del nazionalismo indigeno o delle istanze sociali nella storia africana (specie del Nord-Africa).
I nuovi studi, mentre sfatano cristallizzati luoghi comuni sugli aspetti della politica coloniale europea (ad es. a. l'indiscusso controllo europeo dei commerci con l'interno del continente nero, alla vigilia dell'espansione coloniale, o l'invenzione e l'uso arabo-europeo della tratta degli schiavi), gettano una luce nuova sul composito mondo africano.
Questo, all'esame delle sue componenti antropologiche, religiose, culturali ed economiche mostra il peso della presenza europea, col conseguente condizionamento politico, sociale, culturale ed economico, reso più gravoso dalle rivalità tra le stesse potenze colo* niali. Al tempo stesso tuttavia alla luce delle più approfondite analisi svela una vita* [ita non limitata a momenti di resistenza attiva e passiva, ma tale da condizionare, nel corso dello stesso periodo coloniale, la politica delle potenze europee, onde è possibile parlare di un'iniziativa africana quale componente storica, di cui occorre tener conto in un'obiettiva ricostruzione degli avvenimenti.
Nell'ambito dell'orientamento storiografico che vede il tramonto dell'Europeo-centrismo