Rassegna storica del Risorgimento
LA MASA GIUSEPPE OPERE
anno
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1975
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420
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Gian Maria Varatimi
stanze dal repubblicanesimo sino allora professato, e dichiarandosi per bandiera neutra. Ne parla esplicitamente, nella sua corrispondenza con Nicola Fabrizi, Rosalino Pilo il quale deplora vivamente la defezione dal partito del La Masa, trascinato da Michele Bertolami.4) Sappiamo ancora dal Pilo 5> che nel corso di una non meglio precisata riunione di emigrati e sempre con l'appoggio del Bertolami, il nostro aveva cominciato ad esporre le proprie nuove vedute asserendo che la rivoluzione in Italia non dovea farsi se non con Governi provvisori e senza principio di sorta, da seguire quella bandiera che si mostrerà più forte, anche quella del Piemonte. Le stesse autorità di polizia sarde che com'è noto sorvegliavano con attenzione l'operato degli esuli nel regno si mostravano forse non all'oscuro di tale sopravvenuto cambiamento di posizioni, e pur giudicando il La Masa non... alienissimo dalle teorie politiche mazziniane6) ne autorizzavano i frequenti spostamenti, che le avevano in un primo tempo insospettite. È comunque assodato che già da alcun tempo il La Masa andava meditando la stesura dell'opuscolo. Nell'autunno del 1853 infatti si rivolgeva al Fabrizi al quale lo legava una lunga consuetudine risalente, al 1847 chiedendogli in prestito, in vista appunto della compilazione dell'opuscolo, talune opere teoriche relative alla guerra insurrezionale. Fabrizi, pur rispondendo cortesemente, non taceva al La Masa le proprie perplessità per la mossa difficile alla quale egli si accingeva, perché egli affermava la guerra insurrezionale non manca, come alcuni romantici suppongono, di principi , che sono poi gli stessi delle guerre regolari : colla grave diversità, però, che le guerre regolari muovono da mezzi e condizioni costituiti, e le insurrezionali da condizioni e mezzi da suscitarsi, organizzarsi, assodarsi; diversità tanto maggiori, poi, dovendo elaborare le teorie di tale guerra a tavolino, dalla considerazione astratta "anziché dall'esperienza .7) Dove si legge la diffidenza intuitiva dell'esperto cospiratore per le elaborazioni puramente teoriche, non sostanziate da esperienza cospirativa e organizzativa. Una opinione così francamente negativa, pur se autorevole, non era però tale da scoraggiare il La Masa, il quale aU'incdrca un anno dopo8) poteva, scrivere allo stesso Fabrizi, da Locamo io ho preparata l'opera mia sulla guerra insurrezionale dn Italia e l'ho portala in una sfera più grande che abbraccia tutto quanto può idearsi per governare colla mente e colle braccia una rivoluzione e combattere il nemico
4) Queste le parole del Pilo: Mi domandate quali sono le defezioni personali, amico mio diverse ve ne sono, fra li Siciliani sonori un Giuseppe Paterno, Michele Bertolami, e questi ha trascinato seco con dolore mio e degli amici La Masa quest'ultimo dice d'essere assolutamente repubblicano, ma non vuole che si lavori nel momento in questo senso, e sostiene che dovendosi fare in Italia rivoluzione non si deve mai far con bandiera repubblicana, ma neutra : Lettere di Rosalino Pilo, a cura di G. FALZONE, Roma, 1972, p. 219 (lettera n. 160 del 20 marzo 1854). Cfr. anche G. BERTI, I democratici eh., p. 649.
5) Lettere di R. P. cit., p. 220.
*) Cfr. L. L. BARBERIS, Dal moto di Milano del 1853 all'impresa di Sapri, in L'emigrazione politica a Genova e in Liguria dal 1848 al 1857, Modena, 1957, voi. Ili, p. 618. n La Masa era dalla prefettura ritenuto persona di non estrema influenza politica , e sospettato (erroneamente) di simpatie murattiste.
7) Cfr. Appendice, n. 1 (lettera del 21 ottobre 1853). Interessante, nell'occasione, è il giudizio negativo dato dal Fabrizi sull'opera di Bianco di Saint-Jorioz e la sua insofferenza, generalizzata, per qualsiasi teorizzazione.
) Il 29 ottobre 1854. Cfr. Appendice, n. 2.