Rassegna storica del Risorgimento
LA MASA GIUSEPPE OPERE
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1975
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Gian Maria Varanini
favore della soluzione moderato-sabauda del problema nazionale avendo ravvisato sostanziali analogie tra le opinioni espresse dal Manin e la sua concezione, prese a sna volta pubblicamente posizione. Cominciò infatti proprio in quei giorni, tra il settembre e l'ottobre 1855, la diffusione del Programma-Sommario a stampa, in cui esponeva i punti cardinali del proprio progetto politico, quali risultano all'incirca dal 2 capitolo ( Come unirsi gli Stati insorti al Piemonte) dell'opuscolo pubblicalo di lì ad un anno. Di tale iniziativa del La Masa si occuparono oltre che, come vedremo, numerosi amici da lui interpellati anche numerosi giornali. Particolare rilievo diede alla notizia il Corriere Mercantile ,4) che in un articolo intitolato Chimere colse l'occasione per stigmatizzare l'arroganza dei molti democratici che in quel periodo accorrevano ma dettando condizioni sotto le bandiere piemontesi. Così il Manin, col suo se no, no, così secondo il giornale genovese il Murat, così anche il La Masa il quale perlomeno, più assennato dei due citati personaggi rimanda le condizioni ad un'epoca matura ed all'ipotesi di una insurrezione generale. In tale giudizio il quotidiano genovese si faceva interprete deU'opinione costituzionale e moderata. Certo, concludeva il giornale, queste replicate dichiarazioni hanno anche un risvolto positivo, ovviamente in quanto indicano un movimento notevole di molte forze di partito verso il Piemonte costituzionale ; ma sono ancora troppo indice di vaghezza di chimere , ovvero di scarso realismo politico, e soprattutto di individualismo.
Negli stessi giorni, il La Masa -inviò ai principali organi di stampa una ulteriore comunicazione in cui affermava che la propria presa di posizione a favore di Vittorio Emanuele e del Piemonte conteneva, implicitamente, anche una chiara protesta contro le mene muratiane . Egli non si era infatti sino allora associato alle sottoscrizioni anti-murattiste promosse in quei giorni da quasi tutta l'emigrazione politica meridionale. ,5> La presa di posizione individuale del La Masa mirava chiaramente a dare la massima pubblicità e rilevanza al suo deciso cambiamento di rotta.
Traspare infatti evidente, da tutto l'atteggiamento del La Masa, la preoccupazione di affermare o in qualche modo di salvare la propria priorità nel-l'easersi schierato a favore del Piemonte e di Cavour.16) Egli perciò si diede subito ad una intensa opera di propaganda per le sue nuove idee: da eccellente
M> Corriere Mercantile, a. XXXI, n. 234, 3 ottobre 1855.
15) Cfr. per tale episodio F. BARTOCCINI, // murattismo. Speranze, timori e contrasti nella lotta per l'unità italiana, Milano, 1959, pp. 100-102. Il Corriere Mercantile di Genova (a. XXXI, n. 235, 4 ott. 1855) riporta la comunicazione del La Masa insieme con le prese di posizione antimurattiste di L. Del Re e di un congruo gruppo di emigrati siciliani, compiacendosi ancora di questi primi modesti avvi! ad una concreta unità d'azione.
16) n tal senso va interpretata la dichiarazione di Niccolò Tommaseo in calce alla sua adesione al programma politico del La Masa: oc Interrogato dal Sig. La Masa, il quale già me ne fece parola innanzi che proposte simili uscissero nei giornali [...] dico che assento, intendendo che le due condizioni essenziali sieno il concetto dell'intera unità, ed il concorso delle forze militari e cittadine di tutta l'Italia dal Piemonte incuorate, sorrette, ordinate, senza diflidenze reciproche... . Cfr. PISACANE-LA MASA, La guerra cit., p. 571 n. 3 (nota alla lettera Ai Governi provvisori). Tale affermazione è confermata dal Tommaseo in II secondo esilio - Scritti di Niccolò Tommaseo concernenti le cose d'Italia e d'Europa dal 1849 in poi, Milano, 1862.