Rassegna storica del Risorgimento

LA MASA GIUSEPPE OPERE
anno <1975>   pagina <428>
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Gian Maria Varanini
una possibile introduzione clandestina dello stesso in Sicilia.40) Al modenese il La Masa si era rivolto già all'epoca della diffusione del suo programma,41) chiedendo la sua adesione e la collaborazione alla propaganda delle sue nuove idee. H Fabrizi aveva risposto schermendosi amichevolmente, per essere egli, nel rissoso ambiente dell'emigrazione maltese, in rapporti politici con pochis­simi, e procrastinando ad una successiva occasione un giudizio politico sul pro­gramma in questione.42) Oberato, nel corso di quell'anno, da serie preoccupa­zioni politiche e familiari, il politico modenese continuò a rinviare la risposta al La Masa, pur non trascurando come appare da numerose carte conservate nel Fondo Fabrizi al Museo Centrale del Risorgimento di mettere per iscritto le proprie osservazioni dapprima sul solo Programma del La Masa e in seguito sull'intera opera,43) quand'essa fu pubblicata nell'autunno 1856. Non si è po­tuto reperire né nell'Archivio La Masa della Biblioteca Comunale di Ve­rona, H) né nel fondo La Masa del Museo del Risorgimento di Milano né altrove l'originale della lettera con cui il Faibrizd comunicò al patriota siciliano il giudizio (severo e negativo) sull'opera sua se pure glielo comunicò espressa­mente; ciò idei resto non destituisce d'interesse tali osservazioni e meditazioni, sia per la loro acutezza, sia per l'autorevolezza dell'estensore. Quanto il Fabrìzi avesse pesato le sue opinioni appare chiaramente dalle sue parole; egli giudicava che il concetto del La Masa, riuscendo serio nel suo concepimento, nelle sue proposte, non ammette leggerezza né per chi vi aderisce, né per chi possa dis­sentirvi per alcune parti ;4S) inoltre esso aveva a prescindere dal giudizio di merito politico il pregio di promuovere l'azione dallo astratto allo speri­mentale, e lo sviluppo di mezzi, 'd'esecuzione in azione . Perciò egli applau­diva di lieto animo ad ogni concetto d'azione, purché intrinsecamente nazio­nale , parendogli che proprio l'azione fosse il terreno ideale d'intesa per uomini tra i quali lo spirito prevalente di consorteria non può reggere di fronte al richiamo esperimentale .47) cominciando dalla considerazione radicale ad un procedimento di fatti d'emancipazione italiana per via di forza interna, che è l'elezione della località iniziativa , egli ribadiva una volta di più la propria diffidenza per una operazione la quale muova su qualunque o da qua­lunque delle parti nordiche del territorio nazionale, destinata per certo al fal­limento; questo perché era invece, secondo le sue vedute, esclusivamente lusin­ghiera di successo quella, che proponga a fondamento di azione generale la parte
4) Cfr. Appendice, n. 17: la lettera è del 16-10*1856. Nell'occasione il La Masa pregò inoltre il Fabrìzi di recensire l'opera.
41 ) Cr. Appendice, n. 9 (lettera del 16-1-1856).
4*) Cfr. Appendice, n. 13.
43) In una minuta datata 28-10-1856, il Fabrìzi si dice anzi contento di aver pro­tratto sin'oggi la manifestazione delle mie opinioni, giacché la presenza dell'opera mi toglie dall'in correre in alcun equivoco che forse non avrei evitato per la sola conoscenza dei pro­nunciati , cioè del Programma-Sommario. (Museo Centrale del Risorgimento, [M.CJEt.], Carte Fabrìzi, 523/58, 6).
44 L'Arch. La Masa conserva invero una lettera di Fabrìzi del 5-3-1856 inerente alla questione (pubbl. da FAINELLI, Come si venne cit., p. 11), ma in essa il modenese non entra nel vivo della discussione limitandosi a frasi di circostanza.
) M.C.R., Carte Fabrìzi, 523/57, 4.
) M.C.R., Carte Fabrìzi, 523/58, 4.
) M.C.R., Carte Fabrìzi, 523/58, 4.
*) M.CJL, Carte Fabrìzi, 523/58, 3.