Rassegna storica del Risorgimento

LA MASA GIUSEPPE OPERE
anno <1975>   pagina <429>
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Della guerra insurrezionale di G. La Masa 429
meridionale del paese né tale giudizio nasceva aprioristicamente da un par­tito preso, ma era esclusivamente basato sull'apprezzamento delle condizioni intrinseche naturali dell'Italia.49) Fabrizi ricordava inoltre, a suffragio della propria opinione, che egli già nella primavera del 48, in mezzo alla comune esultanza di quasi sicurezza di successo alle armi italiane per i successi mili­tari realizzati in Lombardia e Veneto, mi ti esprimeva allarmato in data 2 Aprile e inquieto -dello spostarsi della prevalenza rivoluzionaria dal Sud al Centro addiaeente;50) e i fatti gli avevan dato pienamente ragione. Con tali affermazioni, il Fabrizi batteva in breccia, rifacendosi al concetto della inizia­tiva meridionale da lui propugnata come una fede per oltre vent'anni,51) uno dei punti più importanti del progetto politico-militare del La Masa, se­condo il quale sia l'azione delle forze regolari che quella delle bande (militar­mente ausiliaria e subordinata, ma politicamente basilare in quanto espressione della nazione armata ) dovevano svolgersi esclusivamente nel settentrione. Questo omaggio alle esigenze politiche piemontesi era una palese auto-smentita per chi, come il La Masa, aveva sempre sostenuto sin dai primi tempi del­l'esilio, ed avrebbe continuato in seguito a sostenere,s) l'esigenza di uno sbarco militare in Sicilia. Di ciò si accorse benissimo il Fabrizi, soprattutto dopo aver preso visione dell'intero opuscolo del La Masa; egli deplora inlatti quell'epi-tetar di fazioso e di utopista ad ogni opinione presupposta che non coincidesse ad ammettere indiscutìbile il centro politico e militare che tu proponi , proprio da parte di chi, poi, era stato protagonista di una rettificazione, per non dir cangiamento 53J di opinioni assai evidente. Ma a parte queste considerazioni di ordine per così dire morale, le critiche del Fabrizi si appuntarono su quasi
*9) Ibidem* Anche altrove, in altri di questi stessi appunti (stilati alcuni mesi più tardi), il Fabrizi opinava che il La Masa avesse scelto il caso più arduo e meno deside-revole, e forse il meno probabile : il caso cioè in cui la guerra contro Io straniero scopi! (sic) sulla sua base di occupazione [cioè al Nord] prima, o contemporaneamente alla in­surrezione del Sud e Centro d'Italia. Quindi la parte che insurrezionalmente si costitui­rebbe sul territorio nazionale, perché o non occupata dallo straniero, o debolmente occu­pata, e più libera dalla aggressione, che è la parte maggiore del territorio stesso vale a dire il Centro e il Sud non sarebbe che un completamento , sia pur necessa­rio , alla vera lotta. Questa situazione si verificò per l'appunto nel 48, per una combi­nazione di circostanze non prevedibili ; ma ritenere a priori auspicabile un tal succedersi di eventi, significa allinearsi a un modo di pensare ben poco consentaneo al retto giudizio delle condizioni naturali del paese, le quali come primamente sono l'ordine geografico, topo­grafico, e la distribuzione collettiva delle popolazioni, e dei mezzi che ne dipendono, non possono preterirsi se non che in pregiudizio del successo (M.C.R., Carte Fabrizi, 523/58, 7). Il dissenso dalle posizioni di La Masa non poteva essere più radicale, anche se ripe­tiamo non sappiamo se sia stato comunicato con tale chiarezza. Si noti inoltre dalle ul­time frasi il peso che sembra avere avuto il determinismo geografico nella concezione fabri-ziana dell'iniziativa meridionale.
*>) M.CJU Carte Fabrizi, 523/58, 3.
51 ) Cfr. il fondamentale BERTI, / democratici cit., passim.
s) Cfr. FAINKLLI, Come ai venne cit., pp. 7-17. Per l'atteggiamento e le aspirazioni del La Masa nel *59, v. U. MARCELLI, Giuseppe La Masa e la prima idea della spedizione dei MiUe in La Sicilia e l'Unità d'Italia. Congresso internazionale di studi storici sul Risor­gimento italiano (Palermo 15-20 aprile 1961), Milano, 1962, voi. II (Comunicazioni), pp. 365-370.
B> M.C.R., Carte Fabrizi, 523/58, 6.